“Da Salvini lezioni di razzismo non ne accetto. È l’ultimo a potermele dare. Un politico che ci è stato vicino in questi anni? Luigi de Magistris, il sindaco di Napoli”. Che ha idee sull’accoglienza molto simili a quelle dell’AfroNapoli. Il calcio ormai è solo lo sfondo di una battaglia tutta politica sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione. Stanco per l’improvvisa bufera che si è abbattuta sulla sua squadra, il presidente dell’AfroNapoli Antonio Gargiulo risponde attraverso ilfattoquotidiano.it a un tweet del ministro dell’Interno che lo accusa di “razzismo” e “buonismo di sinistra” sul caso di Titti Astarita, la capitana della squadra femminile messa fuori rosa dopo aver annunciato la sua candidatura al consiglio comunale di Marano (Napoli) in una lista civica alleata a ‘Noi con Salvini’.

“Gli unici razzisti sono i buonisti di sinistra. Tenete la politica fuori dallo sport!” posta Salvini. “Ciascuno di noi fa politica attraverso ogni azione del nostro vivere quotidiano – replica Gargiulo – anche tramite lo sport, e c’era bisogno di lanciare un segnale forte contro quello che sta accadendo a Riace, a Lodi e in questo paese”. Se non ci fosse Salvini al governo non ci sarebbe stato l’allontanamento di Astarita dalla squadra? “Probabilmente no. Il tempo cambia le cose in fretta e chi ha un minimo di umanità deve opporsi a una certa politica. I nostri valori e principi sono ben chiari nel nostro statuto”. Per capire fino in fondo di cosa stiamo parlando dobbiamo prima spiegare che cosa è l’AfroNapoli e quale unicum rappresenta nel panorama calcistico napoletano e nazionale.

È una squadra nata nel 2009 in un baretto della zona Vasto di Napoli e che ha coagulato il lavoro delle imprese che operano nel sociale con la conoscenza di ragazzi che arrivano da ogni angolo dell’Africa e del Mondo. Il risultato è un team che mescola italiani e migranti e che rappresenta un “progetto di inclusione e integrazione per dare voce a un’Italia multietnica che già esiste e che quotidianamente è oggetto di discriminazioni e razzismo, vedendosi negare diritti, uguaglianza, opportunità”, scrive la società in un comunicato rivolto a chi non conosce questa esperienza. Presidente e scout reclutano calciatori attraverso provini nei centri di accoglienza, segnalazioni dei mediatori culturali, ascolto delle storie di chi arriva con un sogno: vivere in Italia e, perché no, giocare a pallone. Per divertirsi e per provare a fare carriera.

Ed ecco l’AfroNapoli, che colleziona vittorie, promozioni, ora milita in Eccellenza e da un paio di anni ha persino una squadra femminile. O meglio, aveva. Perché la situazione pare stia precipitando. Le compagne di squadra di Titti Astarita si sono schierate compatte con il loro capitano, rifiutando di giocare una partita di Coppa in segno di protesta per la decisione della dirigenza di escluderla dalla squadra. Gargiulo ha così annunciato di revocare l’iscrizione al campionato di C1 regionale campano. “Non mi aspettavo questo pandemonio – dice ora il presidente – è un clamore eccessivo perché tutti sanno quello che siamo”. Presidente, sapeva che Astarita era stata già consigliera comunale di Forza Italia? “Non lo sapevo. Per la verità è sempre stata in prima fila nel sostenere i nostri valori sui temi dell’integrazione. Siamo rimasti allibiti dalla sua scelta, che ci crea un forte imbarazzo. Non è candidata con Salvini ma solo con una lista alleata? Ma abbiamo visto cosa sta succedendo nel governo con il M5s, il contratto di governo si è tramutato in un governo Salvini di fatto. Questa cosa ci preoccupa, ci spaventa. E poi vorrei dire che noi non abbiamo cacciato nessuno. Abbiamo chiesto a Titti di scegliere”.

E la ragazza ha scelto di non ritirare la candidatura. Sostenuta dall’intera squadra. “L’unità del gruppo è apprezzabile. Però sono dispiaciuto: avevamo convocato tutte le ragazze venerdì per confrontarci, per trovare una soluzione. Hanno disertato l’incontro. Non si sono presentate in campo domenica e hanno fatto un comunicato contro la società”. Lei è accusato di essere un razzista al contrario e di aver discriminato la squadra femminile rispetto a quella maschile, che riceve più attenzioni, più risorse, i completi nuovi. “L’AfroNapoli disputa diversi campionati: l’Eccellenza, la juniores, l’under 17 e il campionato femminile, il calcio a 5 femminile. Mi pare naturale che qualche campionato sia più importante di un altro e se le maglie nuove le hanno solo i calciatori dell’Eccellenza è purtroppo per un problema di contenimento dei costi”.

Si sta andando incontro a una sconfitta per tutti: per lei che ritira la squadra e per 22 ragazze che non potranno dedicarsi al loro sport preferito, che fanno con passione ed a prescindere dalle loro idee politiche. “Per questo volevamo confrontarci ma hanno voluto evitare di farlo. Siamo sempre disponibili”. Presidente, lei si è mai candidato? “No, e mai ricevuto offerte. La mia vita è solo impegno nel sociale e nell’AfroNapoli. Abbiamo sempre avuto buoni rapporti con la sinistra napoletana, questo è fuori di dubbio. De Magistris ci ha sostenuto, ed anche il sindaco di Mugnano, Luigi Sarnataro, che ci ha offerto il campo da gioco. Sono i nostri due punti di riferimento”. Titti Astarita intanto riceve solidarietà dall’ex ministra Mara Carfagna. E a una radio locale dice di essere pronta “a firmare un manifesto antirazzista” insieme alla dirigenza dell’AfroNapoli.