Ci sono le frasi contro i “ricchioni”, poi quelle sull’omosessualità di Dolce e Gabbana, su Vladimir Luxuria che “dovrebbe stare in galera” o su Micaela Biancofiore, “una mignotta in quota rosa”, oltre ad altre affermazioni sessiste o omofobe. L’Espresso mostra gli screenshot dei tweet comparsi tra il 2013 e il 2016 sul profilo Twitter di Enrico Esposito, avvocato da alcuni mesi nominato vicecapo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico guidato da Luigi Di Maio. Il diretto interessato si giustifica spiegando che in quel periodo utilizzava Twitter “per promuovere il nostro programma radiofonico satirico” e grida alla macchina del fango.

I tweet pubblicati da L’Espresso però sono pubblicati dall’account di Esposito e non ci sono riferimenti al programma radiofonico. “Avevo creato un personaggio radiofonico, chiamato ‘Gianni il Riccone‘, che impersonava il mio alter ego razzista, omofobo, sessista e addirittura antimeridionale”, scrive il funzionario del Mise su Facebook. Esposito aggiunge di aver “sempre avuto la passione per la satira e per il black humor“. “La cosa che più mi ha fatto male – continua il post – è che quelle frasi siano state utilizzate contro di me per farmi sembrare un razzista, un sessista, un omofobo. Proprio io, che ai tempi delle lotte studentesche al liceo e all’università, mi sono sempre impegnato in prima persona, portando avanti battaglie sui diritti civili“. “Tutto cancellato da quattro battute di cattivo gusto“, conclude la sua difesa Esposito.

Ora i deputati Pd Emanuele Fiano e Maria Elena Boschi chiedono però a Di Maio di prendere provvedimenti contro il suo funzionario. Fiano definisce i tweet “indecorosi e offensivi”, mentre la Boschi scrive: “Altro che pari opportunità, qui manca anche il rispetto umano. Chi dice cose simili non è degno di lavorare per il governo italiano”. Il 20 gennaio 2016 Esposito su Twitter scriveva: “Quando ti chiamano ‘ricchione’ o rispondi ‘puttan e mammt’ o vai a piangere dalla maestra. Se fai la seconda cosa, sei ricchione davvero”. E il 3 maggio 2013: “Non c’è modo migliore di onorare le donne mettendo una mignotta in quota rosa #biancofiore #sottosegretaria”.

Secondo L’Espresso, Esposito e Di Maio hanno entrambi frequentato giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Il primo si è laureato nel 2011 per poi proseguire la carriera di legale fino ad approdare al fianco del suo ex compagno di università al Mise.