Sette anni di carcere per violenza sessuale su minore, produzione e diffusione di materiale pedopornografico. È la pena che il gup del tribunale di Messina ha inflitto a Gaetano Maria Amato, magistrato in servizio alla procura generale di Reggio Calabria. Amato era stato arrestato il 3 ottobre, accusato di aver ripreso con il cellulare – diffondendole poi in rete – immagini di ragazzine di 16 anni, che lui stesso spogliava e toccava mentre dormivano. Avrebbe, inoltre, scaricato materiale pedopornografico. Il procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci aveva chiesto una condanna a nove anni e mezzo.

Amato ora rischia radiazione dalla magistratura, su cui dovrà decidere la sezione disciplinare del Csm. Nel frattempo è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio ed è in cura in un centro per disturbi sessuali. È stato condannato, inoltre, a una multa di 100mila euro. Cinquantasettenne messinese, ha iniziato la carriera come pretore a Naso, per poi trasferirsi nella propria città natale, prima al Tribunale civile e poi a quello fallimentare, e infine approdare a Reggio Calabria nel 2009.

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