“Vediamo rischi considerevoli per i target della manovra, specie dopo il 2019″. Anche l’agenzia di rating Fitch, dopo Bankitalia e l’Ufficio parlamentare di bilancio, sancisce che gli obiettivi messi nero su bianco dal governo nella Nota di aggiornamento al Def sono troppo ambiziosi. Fitch attualmente assegna all’Italia un rating BBB – due gradini sopra il livello speculativo – con prospettive negative. Ora in vista della prossima revisione che arriverà nel primo trimestre 2019, spiega: “I dettagli della politica di bilancio e la messa in pratica rimangono un elemento chiave della nostra valutazione sul rating sovrano” dell’Italia.

Immediata la risposta dei vicepremier Matteo Salvini – “Gli imprenditori che fanno impresa, non qualche burocrate in qualche ufficio, ci ha detto che superando la legge Fornero si creeranno decine di migliaia di posti di lavoro. Questa è la promozione che mi interessa” – e Luigi Di Maio, secondo cui “noi vogliamo essere promossi dai cittadini ed è buona cosa che tutti quelli che hanno promosso i governi precedenti boccino quelli attuali”. Va detto però che Fitch non ha certo risparmiato critiche nemmeno in passato: nell’aprile 2017 per esempio parlò di “fallimento” sul fronte della riduzione del debito pubblico provocando le ire di Pier Carlo Padoan.

Fitch scrive che per il 2020 si attende un deficit “più vicino al 2,6%” già previsto in agosto rispetto al 2,1% del Pil indicato dall’esecutivo, a fronte anche di previsioni di crescita inferiori rispetto a quelle del governo. Il Pil è infatti dato in crescita solo dell’1,2% nel 2019 e dello 0,9% nel 2020, quando la nota di aggiornamento al Def parla rispettivamente dell’1,5% e dell’1,6%. “Gli obiettivi della nota di aggiornamento al Def puntano a una moderata riduzione del deficit nel 2020 al 2,1% del Pil. Noi ci aspettiamo un risultato più vicino al 2,6% che avevamo previsto da agosto, il che contribuisce a una stima del debito/Pil più alta (129,8% entro fine 2021, contro 126,7% nella Nadef)”. I nuovi target di deficit definiti nella Nadef “potrebbero portare l’Italia nella procedura di infrazione per i disavanzi eccessivi” ma “non ci aspettiamo che questa prospettiva porti il governo a modificare sostanzialmente l’obiettivo di disavanzo del 2019”, osserva l’agenzia, evidenziando come “la risposta conflittuale da parte dei leader della Lega e del M5S alla preoccupazione della Commissione europea indica che il governo vede opportunità politiche nell’attaccare le norme fiscali dell’UE, specialmente in vista delle elezioni del Parlamento europeo del prossimo maggio”.

Fitch sarà comunque l’ultima tra le tre maggiori agenzie di rating a rivedere il giudizio sull’Italia: prima ci saranno gli aggiornamenti di Standard&Poor’s, il 26 ottobre, e Moody’s, entro il 31. Mark Zandi, capo economista di Moody’s, intervistato da La Stampa ha detto che “È logico aspettarsi che le preoccupazioni sull’Italia manifestate in questi giorni dai mercati si rifletteranno anche nelle prossime valutazioni delle agenzie di rating”.