Una tessera onoraria di Forza nuova in segno di solidarietà. È “l’omaggio” che Pietro Amedeo, segretario veronese del movimento di estrema destra, ha offerto a Carla Padovani, capogruppo del Pd in consiglio comunale finita nella bufera per aver votato a favore di una mozione antiabortista, proposta dalla maggioranza del sindaco Federico Sboarina. “Sento di offrire piena solidarietà alla consigliera, vittima del più classico quanto odioso linciaggio politico ad opera dei suoi stessi compagni di partito”, ha scritto Amedeo su Facebook. “Del resto non c’è da meravigliarsi: di democratico hanno solo il nome, abituati come sono a strillare ed agitarsi contro chiunque non sia allineato al pensiero unico e vedono ovunque derive fasciste”.

Il segretario forzanovista si lascia andare a espressioni di stima nei confronti della consigliera dem: “Pur appartenendo a una formazione politica diametralmente opposta alla mia, è espressione di una innegabile integrità morale e coerenza a certi valori intrinsecamente cattolici come la difesa della vita senza se e senza ma, o la difesa della famiglia tradizionale, a proposito della quale chiese a marzo di essere rimossa da un video spot girato dal suo partito, per non comparire nella stessa sequenza di immagini insieme a una coppia gay unita civilmente“. E non è l’unico: sul profilo Facebook di Carla Padovani si leggono vari messaggi di stima e incoraggiamento. “Ha dimostrato intelligenza e umanità, la ammiro soprattutto perché sta in un partito dove intelligenza e autonomia non sempre sono gradite”; o ancora: “Esprimo tutto il mio sostegno per il coraggio mostrato nell’andare oltre le ideologie. Il suo è stato un atto d’amore per la vita. Dio la benedica!“.

Del tutto opposti, invece, i commenti sulle pagine Lgbt veronesi. “È più a destra lei dei fascisti”, si legge; oppure “Ne sarà fiera, lo può scrivere nel curriculum“. Non si sa se la consigliera abbia accettato o meno l’inconsueto dono. Quel che è certo è che l’iniziativa di Forza nuova non la aiuterà a recuperare la fiducia del proprio partito, con i colleghi del Pd in consiglio comunale che ne hanno chiesto le dimissioni. Anche la senatrice dem Monica Cirinnà, che ha dato il nome alla legge sulle unioni civili, ha chiesto alla Padovani un “elegante passo indietro“.

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