Luigi Di Maio insiste e rincara la polemica contro i giornalisti di Repubblica e del Gruppo Gedi: “Non fate le vittime”. Si arricchisce di una nuova puntata la polemica tra il ministro dello Sviluppo e vicepremier e la stampa. Ieri Di Maio era partito all’attacco del gruppo, che ha di recente annunciato un piano di ristrutturazione con pesanti tagli, attribuendone la crisi alle fake news contro il governo giallo-verde: “Gli esuberi? Nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà”.

Ma a chi si aspettava che il ministro facesse un passo indietro dopo le polemiche e le prese di posizione dei cdr, oggi Di Maio ha risposto insistendo: “Nei media c’è un conflitto di interesse pazzesco”. Da Atella (Potenza), il vicepremier ha ribadito: “Da una parte c’è Berlusconi, dall’altra De Benedetti. Io non ho neanche il potere di negare il diritto di critica. Quindi adesso non si mettano a fare le vittime alcuni giornali dopo che mi hanno riempito e impallinato con fake news per sei anni. Abbiano almeno la decenza di sapere che il Ministro dello Sviluppo economico non ha nessun potere per chiudere un giornale e meno male. Io – ha aggiunto Di Maio – ho solamente detto che i giornali perdono lettori perché continuano a diramare notizie false. Se qualcuno può smentire che i giornali continuino a vendere meno copie di anno in anno lo faccia”.

In serata, a Potenza, il vicepremier ha poi mostrato alla piazza il numero odierno di Repubblica e facendo riferimento alle notizie sulla manovra ha detto: “Stamattina su Repubblica si parla di beffa fiscale. Non è vero, ma sono sicuro che se anche inviassi a Repubblica una smentita non la metterebbero mai. Noi siamo qui con le piazze piene, loro continuano a perdere lettori. Diffondete la voce e smentite voi”.

La posizione è stata ribadita dal senatore pentastellato Vito Crimi che ricopre anche il ruolo sottosegretario con delega all’Editoria. “Ogni giorno mi ritrovo a dover smentire le fake news che trovo sui giornali cartacei. Se l’accanimento è fatto con i fatti accettiamo le critiche, ma quando parte dall’opinione di chi deve scrivere un pezzo non ci sto. Quello non è giornalismo”. A margine del Welcome day organizzato dal Movimento Cinquestelle a Milano, Crimi ha aggiunto che “quando parliamo di finanziamento tutti pensano a quello diretto, allora arriva il gruppo Gedi e dice ‘noi non prendiamo i soldi pubblicì. Vorrei ricordare però che hanno usufruito dei prepensionamenti e di tutta quella attività per limitare la crisi industriale”.

A chi gli chiedeva come possa un ministro augurare a un giornale la chiusura o la perdita di posti di lavoro, Crimi ha replicato: “Di Maio non l’ha augurato, ha detto quello che è la realtà e che accade. Il mondo è cambiato e i giornali non hanno saputo cogliere il cambiamento. Hanno ricevuto aiuti dallo Stato per 3,5 miliardi di euro negli ultimi dieci anni, forse nessun settore industriale ha ricevuto questo tipo di aiuti” ma gli editori non hanno “sfruttato queste risorse per adeguarsi”.

Ai colleghi del gruppo Espresso è arrivata invece la solidarietà dei comitati di redazione di diverse testate. A quella dei colleghi del Fatto e del Fattoquotidiano.it (qui il testo), si è aggiunta quella del  coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici Editoriale (Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno) ai colleghi giornalisti del gruppo Gedi “sotto attacco da parte di un vicepremier e ministro del Lavoro che si augura che perdano il posto di lavoro e siano licenziati”. E dopo Poligrafici Editoriale, anche il Cdr del Messaggero ha diffuso un comunicato: “Il Cdr del Messaggero, a nome della redazione, esprime solidarietà ai colleghi del gruppo Gedi per le frasi inaccettabili espresse dal vice premier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Esternazioni che dimostrano sostanziale disprezzo per il ruolo della libera informazione nella tutela dei valori democratici e liberali del Paese”.

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