Il Portogallo accoglierà 10 migranti a bordo dell’Aquarius 2. È Lisbona, stando ai media francese, ad annunciare un accordo con la Francia e la Spagna per l’accoglienza delle persone a bordo della nave. Malta invece recupererà i migranti ma non parteciperà alla ripartizione. La decisione è stata presa assieme a Parigi e Madrid. Un accordo, spiega il ministero dell’Interno di Lisbona, “è stata presa in modo solidale e concertato con Spagna e Francia”, con la Germania pronta a collaborare. Un inizio di soluzione per coloro che si trovano a bordo della ong Sos Méditerranée dopo lo stop da parte della Francia per lo barco nel porto di Marsiglia.

I migranti saranno sbarcati in acque internazionali, trasferiti a Malta e distribuiti in quattro Paesi Ue. “Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l’impasse dei migranti”, scrive il premier di La Valletta Joseph Muscat. In precedenza Francia, Spagna e Portogallo avevano annunciato un’intesa per la redistribuzione dei migranti. “Con Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un approccio il più multilaterale possibile”, sostiene Muscat.

Ma sale ancora una volta la tensione tra Parigi e Roma con il presidente Emmanuel Macron che usa toni duri: ‘”C’è una crisi politica tra l’Italia e il resto dell’Europa. L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino”, dice dall’altra parte dell’oceano, a margine dell’assemblea dell’Onu. Al termine di un’altra giornata di polemiche e di trattative diplomatiche, Macron si fa forte di aver strappato la “soluzione europea”, invocata dal governo francese dopo essersi opposto alla richiesta rivoltagli ieri da Sos Méditerranée di far sbarcare (eccezionalmente) l’Aquarius a Marsiglia con gli oltre cinquanta migranti salvati nei giorni scorsi di fronte alle coste libiche. La risposta, questa volta, è arrivata direttamente dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “”Se Macron – a quanto mi riferite – dice che l’Italia ha una crisi politica in atto con l’Ue, io rispondo che lui rappresenta la Francia, l’Europa è composta da 27 Paesi. Se parla per la Francia va benissimo: l’Italia non ha un problema con la Francia“.

Il governo francese in mattinata, per bocca del ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Bfm-Tv-Rmc, aveva fatto sapere che “per ora la Francia dice no”. Un dietrofront rispetto alle posizioni del Presidente francese, Emmanuel Macron, che a giugno aveva definito il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il governo italiano “cinici e irresponsabili, con il portavoce di En Marche, Gabriel Attal, che aveva rincarato la dose dicendo che il blocco dei porti alle navi delle organizzazioni non governative che operano salvataggi nel Mediterraneo era “vomitevole”.

Per l’Aquarius la soluzione annunciata in serata è un complesso esercizio di equilibrismo diplomatico: i 58 migranti, tra cui 16 minori e uno non accompagnato, prevalentemente famiglie che vengono da Siria, Libia e Palestina, verranno sbarcati in acque internazionali per evitare che l’Aquarius venga bloccata per il nodo legato alla revoca della bandiera panamense, trasferiti a Malta su mezzi messi a disposizione da La Valletta e ripartiti in quattro Paesi Ue: la Francia si è impegnata ad accoglierne 18, Germania e Spagna rispettivamente 15, il Portogallo 10. “Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l’impasse dei migranti”, esulta il premier maltese Joseph Muscat, che pur non essendosi impegnato ad accogliere i richiedenti asilo ha accettato il transito dei disperati per La Valletta: “Con Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un approccio il più multilaterale possibile”, aggiunge dopo il colloquio con il capo di Stato francese a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York. “Come ogni volta, facciamo il nostro dovere”, ha detto, da parte sua, il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, durante il question time in Parlamento a Parigi.

In mattinata, la collega responsabile per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, aveva auspicato di giungere ad una “soluzione europea” entro oggi. Intervistata da Sud radio, ha lanciato un nuovo siluro contro la decisione dell’Italia di chiudere i suoi porti ai migranti in fuga. “L’Europa – ha avvertito nel messaggio rivolto a Roma – è dieci volte più solidale di quanto non lo fosse in precedenza, ed è il motivo per cui ripetiamo all’Italia che l’idea di chiudere i propri porti a delle persone in pericolo è contrario al diritto, è contrario all’umanità. Ciò che deploriamo – ha poi concluso riferendosi all’Ungheria di Viktor Orban e ai Paesi di Visegrad che hanno risposto picche al principio di ripartizione dei richiedenti asilo – è che alcuni Paesi europei si siano tirati fuori da questa solidarietà europea che è indispensabile”.

Questa mattina, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire si era duramente opposto all’ipotesi che l’Aquarius potesse sbarcare con i 58 superstiti a Marsiglia, insistendo su quella “soluzione europea” a cui si è giunti in serata con la cordata dei quattro Paesi volontari, Francia, Portogallo, Spagna, Germania e il supporto logistico di Malta. “L’umanità – aveva detto già ieri sera il portavoce del governo, Benjamin Griveaux – significa lasciar attraccare la nave nel porto più vicino e più sicuro. E’ attraverso la cooperazione con i nostri partner europei che forniremo una soluzione. Non cadiamo nella trappola che ci viene tesa da alcuni”. Il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, vede invece nella chiusura di Marsiglia all’Aquarius un “vergognoso tradimento al dovere d’umanità” della Francia. “L’alleanza Macron-Salvini contro i naufraghi deve cessare”, ha intimato. Sul fronte opposto, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, si era invece duramente schierata contro l’apertura dei porti francesi alla nave umanitaria a suo avviso gestita da ‘passeurs’ complici dei trafficanti.

Una volta trasbordati i 58 migranti, l’Aquarius punterà la prua verso Marsiglia, sede giuridica di Sos Méditerranée, dove deve risolvere un complesso grattacapo amministrativo seguito alla decisione di Panama di revocarle la bandiera. Ieri, l’Ong è tornata ad accusare il ministro dell’Interno Matteo Salvini di aver esercitato pressioni sullo Stato centramericano per indurlo a prendere una simile decisione, ma il Viminale ha smentito.