“Ci vuole subito una sinistra popolare, basta con le seghe mentali”. A rivendicarlo Pier Luigi Bersani, deputato di Liberi e Uguali, dal palco della Festa di Mdp-Articolo Uno, nel corso del dialogo Dove va questa Italia, con il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. “M5s non è la soluzione, ma nemmeno il problema principale. Bisogna arginare la destra“, ha continuato Bersani. Per questo ha auspicato che in casa Pd si cambi strategia, dopo avergli rimproverato la mancata autocritica: “Sento ancora dire che il problema è stato di non aver vinto il referendum, del fuoco amico. Ragazzi, se ci fosse quel combinato disposto, oggi Salvini nominerebbe il governo, il presidente della Repubblica, i parlamentari. Solo che in quel periodo chissà cosa avevano sniffato“, ha provocato Bersani.
Ora, per l’ex segretario dem, sia il Pd che i partiti alla sua sinistra devono cambiare marcia. “Ma quando sento dire ai dem, ci siamo noi, mettiamo insieme da Macron a Tsipras, questo non significa nulla per il nostro popolo, non gli dice nulla”.  Ma anche LeU per l’ex segretario dem non basta: “Nei prossimi mesi si deve vedere che qualcosa può prendere questa strada, quella della sinistra popolare. La notizia non può essere ”si sono fatti il partitino”. Dobbiamo andare a riprendere il nostro popolo. Dobbiamo essere un innesco per un percorso più grande”, ha sottolineato Bersani.
Poi, rivolto a Salvini, Bersani ha attaccato: “Perché si vuole suscitare odio? Quando lo fai, sai dove cominci, ma non dove finisci”.  E ancora, sulle misure fiscali e sulla manovra: “Non si può mettere insieme Flat tax, condono e reddito di cittadinanza. Se vuoi sanare il tema sociale, non si può fare senza progressività fiscale e lotta all’evasione, altrimenti si raccontano un sacco di balle, che possono mettere fuori asse la tenuta del Paese”.