Quando la Lega avrà completato di saldare il suo debito con lo Stato, al Carroccio festeggeranno probabilmente il 121esimo anniversario dalla nascita di Matteo Salvini. O forse si ricorderanno dei 150 anni – cifra tonda – dalla venuta al mondo di Umberto Bossi, se il senatùr non sarà nel frattempo colpito da definitiva damnatio memoriae. Lo prevedono i termini dell’intesa raggiunta tra gli avvocati della Lega e la procura di Genova sulle modalità di esecuzione del sequestro dei 49 milioni di euro frutto della truffa ai danni dello Stato.

Ogni bimestre dai conti di via Bellerio saranno prelevati centomila euro, per un totale di 600mila euro l’anno. Questa è la soglia minima, ma se il partito dovesse incamerare di più, al netto delle spese della gestione ordinaria, la cifra prelevata dalla procura aumenterebbe. Per raggiungere la somma complessiva di 46 milioni di euro – tre sono già stati sequestrati un anno fa – ci vorrebbero dunque più di 76 anni. Il Carroccio completerà la restituzione del denaro nel 2094, nell’anniversario numero cento dalla nascita della Seconda Repubblica.

I soldi della Lega verranno messi a disposizione su un conto dedicato, a disposizione della Guardia di finanza. “Abbiamo fatto quello che viene fatto in altre procedure analoghe, laddove agiamo in esecuzione. È un meccanismo che la procura ha già seguito per i crediti erariali, per cui una società può subire sequestro preventivo. Credo che abbiamo raggiunto un punto di equilibrio e perseguito gli interessi dello Stato“, ha detto in conferenza stampa il capo degli inquirenti genovesi, Francesco Cozzi.

I soldi potranno arrivare o dall’affitto di via Bellerio, sede milanese del Carroccio, o da quello che il partito ottiene in altro modo scritto in bilancio certificato a partire dall’esercizio del 2019. Al momento nella cassa della Lega, secondo quanto sostenuto dai legali , ci sono “appena” 130mila euro che verranno subito acquisiti dalle fiamme gialle. Nel caso, poi, in cui i pm genovesi dovessero provare che 10 milioni (su 49) sono stati effettivamente trasferiti in Lussemburgo, verrebbero sequestrati. “Non si tratta di un accordo -mette le mani avanti Cozzi – ma di una istanza da parte della difesa che attiene alle modalità di sequestro preventivo ed eseguibile” e che è stata accolta dalla Procura. “La Lega Ladrona ha deciso di restituire i soldi spariti in comode rate. Ci metteranno più o meno lo stesso tempo di quello che impiegheranno per rimpatriare i clandestini: 80 anni”, commenta con insolità ironia l’ex ministra del Pd Maria Elena Boschi. 

Video di Pietro Barabino

Attenzione però. Perché l’intesa con la procura serve solo a creare un conto di garanzia fino all’estinzione dei gradi di giudizio. “C’è la disponibilità del movimento di mettere a disposizione della procura della Repubblica somme con cadenza bimestrale di 100mila euro pari a 600mila euro l’anno”, ha detto il procuratore aggiunto di Genova Francesco Pinto. In mattinata gli avvocati della Lega Giovanni Ponti e Roberto Zingari hanno annunciato il deposito in Cassazione di un ricorso contro la decisione del tribunale del Riesame di Genova che il 6 settembre ha dato il via libera al sequestro dei 49 milioni di euro. I soldi, secondo l’accusa, come noto, sarebbero il frutto della maxi-truffa che il senatore Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito avrebbero messo a segno per ottenere indebitamente i rimborsi elettorali. La Lega, per decisione di Matteo Salvini, non si è costituita parte civile nel processo.