Bancarotta documentale e patrimoniale per distrazione. Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di sette persone nell’ambito dell’inchiesta del procuratore aggiunto Riccardo Targetti e del pm Donata Costa sul crac di Italtrading, società di trading e vendita gas del gruppo Geifin, dichiarata fallita nell’ottobre 2017.

Stando alle indagini delle Fiamme Gialle l’ex presidente del cda Giordano Fabiani, già arrestato a marzo e anche destinatario della nuova misura, avrebbe effettuato spese per viaggi, gioielli e profumi per milioni di euro con la carta di credito della società (4,9 milioni di euro distratti, in gran parte da Fabiani). Su ordine del gip Laura Marchiondelli sono stati arrestati altri ex vertici di Italtrading e Libera Energia spa e anche componenti del collegio sindacale di Geifin. Il passivo del crac è 200 milioni di euro e viene contestata anche l’emissione di fatture false per 53 milioni. Eseguito anche un sequestro da 5 milioni di euro.

Sono finiti ai domiciliari oggi l’ex ad di Italtrading Giovanni Pannaccione Apa, l’ex membro del cda di Libera Energia spa Carlo Bambini, l’ex presidente di Libera Energia Fabrizio Longa, gli ex componenti del collegio sindacale di Italtrading e Geifin (anch’essa fallita) Guido Guetta Ascer e Dante Davio e l’ex presidente del collegio sindacale delle due società Umberto Buzzi. Emessa anche una misura interdittiva a carico di Isabella Liguori, ex componente del collegio sindacale di Geifin.

A Fabiani, residente in Svizzera ed esponente di una famiglia che fino a qualche tempo fa era tra i primi 10 grossisti di gas in Italia, nell’ordinanza di oggi viene contestata, in particolare, la dissipazione attraverso l’uso della carta di credito della società per spese personali. Stando alle indagini (scaturite dall’inchiesta su Suisse Gas), Italtrading avrebbe incassato fatture false emesse da Libera Energia per circa 53 milioni di euro (il sequestro eseguito dalla Gdf riguarda l’Iva su questi 53 milioni, ossia circa 5 milioni). Secondo l’accusa, poi, Fabiani e gli altri ex manager avrebbero ceduto le tre partecipate di Italtrading – Rotagas, Asm Energia e Azienda Intercomunale Metano Servizi Vendita – ritenute gli unici asset di valore della società a favore di Libera Energia (tornandone di fatto in possesso) e a danno dei creditori.