Avevano “svuotato” con bonifici i conti di una società che commercializzava in gas per quasi 50 milioni di euro facendola fallire. Sono due due gli arresti stati eseguiti  dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sul crac di Suisse Gas Italia, società che in passato ha investito anche in sponsorizzazioni sportive, prime tra tutte delle squadre di Milan, Atalanta e Bari negli anni passati, e che ha accumulato debiti superiori ai 90 milioni. Nel pomeriggio è finito in carcere Gianluca Borelli, avvocato ritenuto amministratore di fatto della società, mentre il gip di Milano, Manuela Scudieri, ha disposto gli arresti domiciliari per Giuseppe Mascia, l’amministratore di diritto. L’accusa contestata dal pm Stefano Civardi è bancarotta per distrazione.

Secondo l’indagine delle Fiamme Gialle che vede indagati anche i componenti del cda e i sindaci, Borelli – amministratore di fatto di SuisseGas Itala e della sua controllante, la svizzera Suisse Power&gas SA (anche lei fallita) – definito “dominus” o “regista”, si sarebbe avvalso di persone di fiducia “volutamente interposte nella formale direzione delle due società per mettere in atto una serie di operazioni societarie illecite”. Secondo l’ipotesi, avrebbe cercato di procrastinare il più possibile la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Milano poi intervenuta il 28 settembre 2017 e soprattutto, a partire dal 2012, con la complicità di Mascia, si legge nel capo di imputazione, avrebbe distratto circa 50 milioni ai danni dell’Erario, istituti previdenziali e vari creditori.

Le operazioni più consistenti si sarebbero concentrare nel secondo semestre del 2012 con la distrazione di oltre 46 milioni e 770 mila euro, somma trasferita “senza titolo” sui conti di tre società estere. E poi, alla fine del 2014, sarebbero avvenute delle operazioni di compensazioni crediti e debiti con Infront (non indagata) già advisor della Lega per i diritti tv del calcio che avrebbero portato a distrarre poco più di 500mila euro. Secondo il giudice Scudieri, per Borelli – avendo lui concentrato la sua attività in svizzera dove ha avuto anche la residenza – sussiste il pericolo di fuga. E poi per lui e Mascia ha ravvisato la concreta possibilità di reiterazione del reato in quanto, a suo dire, “i plurimi reati di bancarotta per cui si procede non costituiscono un ‘accidentè o l’epilogo nella vita di una società sana dal punto di vista imprenditoriale, bensì rappresentano l’essenza stessa dell’attività di impresa che ha caratterizzato la gestione della Suissegas Italia spa fin dalla sua nascita ed è sfociata inevitabilmente nel fallimento della società da loro amministrata”.  Nell’indagine milanese non sono emersi episodi distrattivi legati alle sponsorizzazioni sportive.