I lavori antichi e quelli moderni (e precari), il problema dei working poor e dei giovani disoccupati, i diritti, le sfide dello sviluppo tecnologico. Sono i temi al centro della tredicesima edizione del festival con-vivere, che si terrà a Carrara da giovedì 6 a domenica 9 settembre. “La parola lavoro – spiega il direttore scientifico del Festival Remo Bodei – ha assunto nel corso della storia un velo di pessimismo e una patina grigia e opaca. Sentirne parlare ci fa per lo più pensare ad aspetti critici e problematici. Eppure questa accezione negativa non è così scontata. Di questo ambito tematico, sono anzi propri due poli semantici antitetici, uno certamente più negativo, che lo associa alla fatica e allo sfruttamento, mentre il secondo, positivo, legato alle capacità creative dell’uomo. Ma perché oggi tende invece a prevalere la prima accezione?”

Tra gli altri appuntamenti, giovedì 6 alle 18 Stefano Zamagni rifletterà sulle forme di cooperazione e convivenza civile e Beppe Severgnini alle 19 parlerà di come il divario tra le richieste del sistema globale e la possibilità di realizzazione personale del singolo si sia allargato sempre di più, come la flessibilità sia diventata sinonimo di “precarietà” e le prospettive per il futuro dei giovani si siano tradotte in incertezze. Venerdì alle 18:30 Gad Lerner si interrogherà sul lavoro che vale sempre meno e alle 22:30 sul sagrato della Chiesa del Suffragio si potranno ascoltare i canti popolari dei lavoratori del Novecento. Titolo dell’appuntamento, “Saluteremo il signor padrone“. Alle 21 Daniele Pucci, ricercatore e docente dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, parlerà di robot umanoidi: “Cosa sono, come riescono a muoversi e come rivoluzioneranno le nostre vite”. Alla stessa ora è in calendario “Mamma voglio fare il musicista”, conferenza spettacolo di Giovanni Allevi. Il compositore, pianista, direttore d’orchestra e scrittore parlerà ai musicisti e artisti in erba che sognano un futuro nel suo campo.

Con “Passaggi di tempo” alle 22:30 Pietro Sinigaglia, Gloria Clemente, Andrea Cozzani, Davide L’Abbate, Matteo Rovinalti e Davide Sinigaglia portano a Con-vivere le canzoni di Cristiano De André. Sabato 8 alle 18 Stefano Bronzini rifletterà sull’età della rivoluzione industriale partendo dall’opera di Charles Dickens e alle 18:30 il drammaturgo Stefano Massini terrà la conferenza “Fare e inventare. Mosaico di storie sul lavoro”, mentre alle 22 Ascanio Celestini proporrà il recital “Il nostro domani”: racconti, musiche e testimonianze di denuncia contro i soprusi e le ingiustizie della società contemporanea. Dalla collaborazione con l’Associazione Amici della Lirica A. Mercurali nasce invece “O che bel mestiere fare il carrettiere. Uomini al lavoro nel melodramma”, venerdì 7 settembre alle 21 in Piazza Duomo.

Domenica alle 17 Bodei coordinerà poi la conferenza “Uomo e macchine“, sulla quarta rivoluzione industriale e i cambiamenti sociali collegati, che portano alla necessità di rivedere la figura del lavoratore al quale viene richiesta sempre più flessibilità ma anche creatività.

Unico evento a pagamento del festival (15 euro esclusa prevendita), il concerto di Uto Ughi accompagnato dal pianoforte di Bruno Canino, che chiuderà la quattro giorni domenica 9 settembre al cinema Garibaldi portando in scena la maestria che si acquisisce grazie a un lungo esercizio. Durante tutte le serate del Festival, dalle 20:30 alle 24 in Piazza Duomo, sarà possibile assistere alla installazione “Bianco animato. Le cave in celluloide”: un film di montaggio che esplora più di un secolo di immagini in movimento sulle cave carrarine.

In agenda anche la proiezione di diversi film: da “Gli ultimi saranno ultimi” di Massimiliano Bruno in programma venerdì 8 al cinema Garibaldi a “Sole, cuore, amore” con Isabella Ragonese e Daniele Vicari. Il pubblico di Con-vivere potrà anche vedere in anteprima, in una copia restaurata che immediatamente dopo verrà proiettata al festival del cinema di Venezia, “Il Posto” di Ermanno Olmi: l’appuntamento è giovedì 6 settembre alle ore 20:30.

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