Di chi è una panchina? E un albero? E un palo della luce? Dove può fare la cacca il cane? Come bisogna parcheggiare l’auto? Cosa bisogna fare con una busta di rifiuti?

Provare vergogna per i barbari che insozzano, distruggono, disprezzano il bene comune è un sentimento legittimo ma non sufficiente. Bisogna che ci siano meno barbari e barbare in giro, magari con le mecche appena fatte, la camicia a fiori, in giacca e cravatta, distinti e puliti all’apparenza, ma incivili nel buio della loro coscienza sporca.

L’inciviltà è un effetto collaterale dell’ignoranza.

Far capire a un bambino che una panchina è di tutti, che se si sporca poi bisogna pulire, che il bene comune è appunto un bene acquistato in comune, con i solidi di ciascuno di noi, aiuterà a farlo crescere in modo meno barbarico, e aiuterà noi tutti a vergognarci di meno di quel che siamo o stiamo divenendo.

I sindaci italiani stanno promuovendo una legge per introdurre fin dalle elementari un’ora di lezione civica, di “educazione alla cittadinanza”.

È un ottimo contributo che si darebbe alla conoscenza, quindi alla civiltà.

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni, è impegnato da tempo sul fronte dell’impegno alla videosorveglianza degli incivili. Non solo con la telecamera ma con esposizioni video mirate e piuttosto convincenti, come potete qui vedere, per spiegare che i barbari – di ogni età, razza e condizione sociale – non possono vincere. Questa legge è un piccolo ma grande atto di resistenza civile. Nel municipio del vostro comune potete persino firmarla.

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