Il ponte è crollato, ma gli studenti genovesi non rischiano di perdere parte dell’anno scolastico. Non solo, perché Giovanna Boda, a capo Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del ministero dell’Istruzione, ha dichiarato che il Miur si impegnerà affinché “nessuno dei ragazzi sfollati perderà un solo giorno di scuola”. Di là dell’urgenza casa, dei dibattiti sulla nazionalizzazione o meno delle autostrade, in queste ore ci sono 100 bambini che frequentavano le scuole dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado, nei quartieri di Sampierdarena e Cornigliano a cavallo del letto del torrente Polcevera, che attendono di sapere dove abiteranno e che scuola potranno frequentare.

Molti degli sfollati non hanno più messo piede in casa e tra le mura delle stanze sono rimasti anche i quaderni, gli astucci, i libri. Tutto ciò che serve per iniziare un nuovo anno scolastico. Non solo. Allo stato attuale sono state assegnate solo a poche decine di persone delle case e non sempre sono vicine alle scuole dov’erano iscritti i ragazzi sfollati. E chi ancora non ha un’abitazione, non ha alcuna certezza nemmeno per i suoi figli. A queste domande sta provando a rispondere il Miur con una task force che ha messo sul tavolo 2,8 milioni di euro per risolvere ogni problema a chi si trova senza casa ma anche a chi la perderà se dovesse essere demolito il ponte Morandi.

La prima garanzia che arriva da viale Trastevere è che chi vorrà continuare ad andare nella scuola che frequentava lo potrà fare anche se ora abita dall’altra parte della città: sarà organizzato un trasporto dedicato a questi alunni. “Un bambino – racconta Giovanna Boda – a cui è stata assegnata la casa a Quarto che dista parecchi chilometri dalla sua scuola ci ha scritto una lettera perché vuole ricominciare l’anno con la sua maestra e i suoi compagni. Lo accontenteremo”.

La continuità didattica è una priorità sia per il Miur che per gli assessori all’istruzione della Regione e del Comune che stanno lavorando a stretto contatto con Roma e con i dirigenti scolastici per risolvere ogni questione. Il Miur ha messo a disposizione delle famiglie sfollate anche un numero di telefono 0108331317 e una mail [email protected]. I fondi impiegati serviranno anche per comprare l’arredo scolastico e i libri a chi li ha lasciati nelle case dove non ha più potuto rimettere piede. Saranno i dirigenti a fare da garante con il Ministero per le spese che saranno effettuate dalle famiglie al fine di far tornare i ragazzi sui banchi con tutto quanto necessario. Non solo. Gli studenti universitari non pagheranno le tasse e alle scuole dell’infanzia che avranno bisogno di sezioni in più verrà assicurato l’organico. Il piano elaborato a Roma in stretta collaborazione con la Regione, il Comune e i presidi prevede anche l’apertura extrascolastica di alcune scuole frequentate dai bambini sfollati che ancora non hanno casa e un supporto psicologico agli insegnanti che al rientro dovranno spiegare ai bambini quanto è accaduto e perché uno di loro è morto in questa tragedia.

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