Sarebbero 29 su 177 i minori stranieri non accompagnati a bordo della nave della Guardia Costiera italiana Diciotti, che si trova in acque italiane da ormai sette giorni, attraccata da due giorni al porto di Catania, ma senza il permesso a sbarcare il suo carico di esseri umani disperati, disidratati e bisognosi di cure.

La situazione paradossale è il frutto dell’ultimo scontro interno al governo gialloverde, fra il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che ha dato il permesso all’approdo al porto di Catania, e il ministro degli Interni Salvini che ha vietato lo sbarco a terra dei migranti, e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi che cerca di barcamenarsi fra i due. Una situazione imbarazzante e senza precedenti, che ha fatto parlare lo scrittore Roberto Saviano di “sequestro di persona plurimo di Stato“.

E’ infatti la prima volta che viene impedito a una nave della Guardia Costiera italiana di approdare e sbarcare su territorio italiano, e il fatto ha causato uno scontro istituzionale non solo fra ministri, ma anche con la Marina militare. Il primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato del Consiglio centrale della rappresentanza militare (Cocer) della Guardia costiera italiana, in un’intervista al Corriere della Sera ha definito la situazione “incomprensibile e imbarazzante, nonché pericolosa”, dal momento che a bordo ci sono migranti anche pronti a gesti estremi contro se stessi, se la problematica non sarà sciolta. Ciavarelli ha sottolineato come questo sia uno degli ultimi “casi senza precedenti” che stanno accadendo da tre mesi nel Mediterraneo, da quando cioè il governo guidato da Giuseppe Conte ha cambiato le politiche relative al soccorso di migranti in mare.

Come ricorda anche un messaggio dell’Alta commissione per i rifugiati dell’Onu (Unhcr), le persone a bordo “hanno subito abusi, torture, sono vittime di tratta e traffico di esseri umani. Hanno bisogno urgente di ricevere assistenza e diritto a chiedere asilo. Un diritto fondamentale, non un crimine.”

La questione, ancorché colpevolmente scivolata oltre pagina 20 sui maggiori quotidiani italiani, sta finalmente facendo sollevare l’attenzione di alcune delle autorità italiane che si occupano dei diritti di questi bambini e ragazzini sotto i 18 anni. Il primo a emettere una dichiarazione ufficiale è stato il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio, Jacopo Marzetti, che già due giorni fa, 20 agosto, aveva lanciato l’allarme dal suo profilo Facebook istituzionale: “A bordo dei barconi di migranti fermi in mare ci sono, probabilmente, anche minori non accompagnati che, secondo la Convenzione Onu sui diritti del Fanciullo e la Legge 47/2017 del nostro ordinamento, hanno diritto a parità di trattamento dei minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea, e vanno dunque accolti e protetti.”

Dietro impulso di queste parole, si è ora mossa – finalmente – anche la Garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Filomena Albano, che con 48 ore di ritardo ha fatto sua la posizione dell’ufficio laziale dell’agenzia, usando sostanzialmente le stesse parole, e aggiungendo: “A esigere ciò, come ho già avuto modo di sostenere, non c’è solo la Costituzione italiana, che reclama l’attuazione del principio di solidarietà e di protezione dell’infanzia e della gioventù. C’è pure la Convenzione sui diritti dell’uomo, perché i bambini e i ragazzi sono prima di tutto persone, nonché la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che è il faro che guida il cammino di questa Autorità”.

In seguito alla posizione presa dal Garante del Lazio, sono poi arrivati anche i comunicati di Terre des hommes Italia, di Medici senza Frontiere, di Officina47, una delle più recenti associazioni nazionali di Tutori di minori stranieri non accompagnati (Msna) sorta dopo l’approvazione della Legge Zampa.


Infine, la Procura di Agrigento, che investiga per individuare gli scafisti che hanno condotto l’imbarcazione soccorsa dalla “Diciotti”, ha aperto un secondo fascicolo di inchiesta sull’illecito trattenimento delle persone che ancora non sono state sbarcare. Sulla vicenda della nostra nave militare sta facendo accertamenti anche la Procura di Catania che ha aperto un fascicolo per capire se ci siano ipotesi di reato.

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