Uno chiede a Matteo Salvini di interrompere subito l’alleanza di governo con il Movimento 5 stelle e tornare all’ovile del centrodestra. L’altro, però, risponde bollando il centrodestra come “una categoria dello spirito”. S’infiamma il rapporto tra la Lega e Forza Italia con il partito berlusconiano che appare spaccato dalla decisione del Carroccio di correre da solo in Abruzzo. Da una parte ci sono i falchi guidati da Antonio Tajani, nuovo numero uno del partito, che avverte l’alleato: “Se rompe con noi nelle regioni, facendo vincere i suoi alleati di governo o il Pd, perderà buona parte dei suoi voti“. Meno catastrofista Giovanni Toti, il governatore della Liguria che ha “inventato” il centrodestra a tre punte e oggi si guarda bene dall’attaccare il Carroccio: “Pensare di affrontare il mondo del 2018 con gli schemi del 1994 è faticoso e probabilmente inutile. Alle Regionali in Abruzzo mancano molte settimane. Il centrodestra ha tutto lo spazio per recuperare il dialogo”. Non la pensa così Giancarlo Giorgetti che a Libero dice: “Al momento il centrodestra è una categoria dello spirito, non più della politica, anche se nel nostro mestiere i margini di ricucitura ci sono sempre. Il centrodestra deve trovare una nuova formula e la sta costruendo Salvini. La Meloni e Fratelli d’ Italia ci seguono, Forza Italia e i suoi colonnelli no”. Sullo sfondo c’è Arcore, dove per contrastare il governo gialloverde si è tornato a utilizzare la specialità della casa: la televisione. Per frenare i due partiti di governo, infatti, Silvio Berlusconi ha deciso di rinnovare il palinsesto di Retequattro. La linea la detta lo spot in onda in questi giorni: si di una “nuova Retequattro”, decisa a rivolgersi ad un “pubblico informato e consapevole”. Quella vecchia, evidentemente, faceva ben altro.

Giorgetti: “Con gli azzurri rapporti freddini” – Ma d’altra parte Forza Italia non è mai stata così in difficoltà: il boom della Lega nei sondaggi è dovuto soprattutto a uno svuotamente dei consensi del partito azzurro. E al Sud vari ras acchiappavoti sono già pronti per lasciare l’anziano Silvio per il giovane ministro dell’Interno. In questo senso l’annuncio della Lega in Abruzzo ha incendiato gli animi in Forza Italia. Una scelta locale certo, ma che per l’inner circle berlusconiano fa parte di una strategia nazionale studiata direttamente da Salvini e con un unico obiettivo: fare un solo boccone di quel che resta di Forza Italia. “Non è la Lega ad aver cambiato idea nelle ultime settimane: è qualcun altro che vota sempre più spesso con Renzi e col Pd. Berlusconi scelga tra la Lega del futuro e il Renzi del passato”, ha detto ieri Salvini dalla Puglia. Oggi Giorgetti rincara la dose e fa risalire la spaccatura alla bocciatura di Marcello Foa in Vigilanza: “I rapporti con gli azzurri sono freddini. La vicenda Foa è inspiegabile. Pensavamo di aver messo alla presidenza della Rai un ottimo giornalista, per di più per oltre vent’ anni alla corte di Berlusconi, al Giornale, dove tuttora è titolare di un blog su internet. Per trent’ anni il Cavaliere in tv ha nominato chiunque senza chiederci conto di nulla e ora si impunta su un suo giornalista”. 

Tajani: “Salvini rompa con M5s” – “Noi lavoriamo per l’unità, ci auguriamo che possa ricomporsi il centrodestra. Chiediamo a Salvini di chiudere fin d’ora questa esperienza con M5s, pericolosa per il Paese. Se rompe con noi nelle regioni, facendo vincere i suoi alleati di governo o il Pd, perderà buona parte dei suoi voti”, lo attacca Tajani, in due interviste a Messaggero e Repubblica. “Il centrodestra vince se unito. Salvini e la Lega restano nostri alleati, noi almeno vogliamo andare uniti in tutta Italia. Speriamo lo vogliano anche loro. Dividerci vorrebbe dire far vincere il M5S e il Pd. È quel che vuole Salvini? A dispetto delle sue insinuazioni, noi restiamo alternativi ai dem, gli ricordo”, insiste il presidente del Parlamento europeo. Che smentisce la crisi di Forza Italia: “Noi non siamo una candela che si sta spegnendo, abbiamo 170 parlamentari, decine di sindaci, centinaia di amministratori locali. Non c’ è alcun esodo, altri parlamentari stanno anzi transitando con noi. Non vedo rischi. Godiamo di buona salute anzi crescerà con il ritorno in campo di Berlusconi alle prossime europee. Non vedo né rischi né esodi, il partito gode di buona salute”. Per Tajani il problema è il governo. “Questo esecutivo è diviso su tutto e molto, troppo litigioso. Ilva, Tav, Tap, politica finanziaria. Non capisco come sia possibile con questo scenario mettere le mani a una manovra economica di peso: coniugare flat tax, reddito di cittadinanza e far scomparire la legge Fornero. C’è una guerra civile all’interno del governo. Mi auguro che il leader della Lega farà quel che deve, che non resterà a fare il vice di Di Maio. Su tutto, tranne che sull’ immigrazione, stanno prevalendo le posizioni dei 5 stelle”. Il numero uno del parlamento Ue chiede dunque alla Lega di “strappare” con i 5 stelle a partire dalle “grandi opere: “Il completamento è richiesto dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Ebbene, se la decisione sarà sottoposta alla valutazione del Parlamento, allora c’è una maggioranza parlamentare assai ampia in favore della Tav e delle altre opere, che rispecchia la maggioranza degli italiani. Con buona pace del M5S. Salvini dovrà tenerne conto”.

Toti: “Chiusa un’epoca. Non regalare il Carroccio al M5s” – L’uomo scelto da Berlusconi per guidare il partito, però, conferma l’esistenza dell’Altra Italia, la sigla che, secondo Libero, dovrebbe servire ad avvicinarsi ai dem. “È un cantiere col quale intendiamo coinvolgere tutti gli elettori che si muovono tra la Lega e il Pd, l’Italia moderata, la maggioranza silenziosa fatta di gente che lavora, che produce, il popolo delle partite Iva, la colonna vertebrale del nostro Paese che non si riconosce nel governo giallo-verde. Non è un nuovo partito e non sostituirà Forza Italia”, dice Tajani. Chi invece Forza Italia la vorrebbe cambiare totalmente è Giovanni Toti, secondo il quale bisogna “ripensare un nuovo centrodestra a due gambe. Una gamba è quella leghista che ha trovato la sua dimensione, il suo leader e alcuni temi da proporre all’opinione pubblica. Questa gamba è forte ma non autosufficiente. C’è bisogno di una seconda gamba che rappresenta chi votava e chi vota Forza Italia, Fratelli d’Italia, il mondo civico e il mondo cattolico”. Per il governatore della Liguria, intervistato dal Corriere della Sera, serve “un Pdl 4.0 che chiarisca la sua collocazione a destra e l’alleanza strategica con la Lega. Se non faremo così regaleremo il Carroccio ai grillini”. Insomma, toni completamente diversi da quelli di Tajani e molto più morbidi nei confronti di Salvini. “Alle Regionali in Abruzzo mancano molte settimane. Il centrodestra ha tutto lo spazio per recuperare il dialogo, ma a una condizione: dobbiamo renderci conto che si è chiusa un’epoca e se ne è aperta un’altra. D’altro canto le tensioni che ci sono, e non solo in Abruzzo, sono un sintomo e non la malattia”. L’ex direttore del Tg4 non attacca mai il governo e riserva le stoccate tutte per il suo partito: “Forza Italia deve trovare la cifra esatta con cui fare opposizione“, che “non deve diventare un’opposizione rancorosa”.

La rivoluzione a Rete 4 – Insomma: il partito azzurro si è praticamente spaccato, almeno a parole, tra falchi e colombe. Un dibattito in cui si registra il silenzio del capo. Che secondo La Stampa sarebbe tornato ad occuparsi della sua prima passione: la tv. Berlusconi, infatti, avrebbe accolto e affinato l’idea del figlio Pier Silvio di rinnovare completamente Rete Quattro. Già in passato l’ex cavaliere aveva considerato i programmi della quarta rete “colpevoli” di aver tirato la volata alla Lega e al Movimento 5 stelle. E per questo motivo erano stati cancellati gli spazi di Mario Giordano e Maurizio Belpietro. Proprio per questo ha accolto con favore la proposta di rilanciare Rete 4 in un campo che non era il suo: le news. Barbara Palombelli sfiderà Lilli Gruber, Gerardo Greco (ex Raitre e Radiorai) il giovedì sera contenderà pubblico a Piazzapulita, mentre Nicola Porro, oltre al suo Matrix su Canale 5, avrà una serata anche su Rete 4. Dove sbarca anche un personaggio oramai non etichettabile come Piero Chiambretti, con la sua Repubblica delle donne. L’obiettivo – dice Mauro Crippa, dg dell’informazione Mediaset – è quella di recuperare pubblico da reti un tempo lontane, come RaiTre e La7, “pubblici molto diversi, ma che ora avranno un’ offerta in più”. Ma soprattutto da Arcore vogliono combattere la cosiddetta “tv della pancia”, quella che avrebbe favorito M5s e Lega alle ultime elezioni. E che nei fatti hanno inventato trent’anni fa.