Riace. Notizie dal giorno dopo e dal giorno prima. Dal giorno dopo il forte momento politico-emotivo che ho vissuto sabato sera.

Sul podio dell’arena del paese gremita, a fianco del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, anche quella di Barcellona, Ada Colau, e il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris. Poco prima era venuto il presidente delle Regione Calabria, Mario Olivero, e tutti hanno salutato padre Alex Zanotelli che fa base a Riace per qualche giorno coordinando un gruppo di giovani. “E quando mai nei secoli saranno di nuovo a Riace i sindaci di Napoli e Barcellona?”. Tutti uniti ad appoggiare l’esperienza pilota, l’esperienza simbolo dell’accoglienza. La metafora del paesino spopolato e invecchiato della vecchia Europa che accoglie i giovani dal Mediterraneo.

Vi propongo le interviste video che ho realizzato in questa occasione. Un momento potenzialmente politico che fa sognare un “asse mediterraneo” dei diritti umani.

Nella conferenza stampa precedente alla serata, il presidente Oliverio ci aveva raccontato che un’alta funzionaria del Ministero gli ha confermato di persona l’intenzione di “definanziare” l’accoglienza a Riace. Significa mettere il paese in ginocchio, dato che tutti i commercianti e decine di persone attendono ormai di essere pagati chi con due anni, chi con un anno e mezzo di ritardo.

Decine di persone hanno collaborato all’accoglienza accontentandosi di vitto e alloggio, in attesa dei pagamenti. Gli esperti e gli avvocati che hanno esaminato le contestazioni di irregolarità da parte della Prefettura dicono che sono, sarebbero, tutti problemi facilmente risolvibili da un riesame o da un arbitrato. Ma il problema è che tutto dipende dal Ministero degli Interni. E la guida e la direzione politica del Ministero sono inequivocabili. Si ipotizzano, si sognano, possibili sponde con Presidenza della Camera e Presidenza della Repubblica. Ma con quali possibilità?

Resta la speranza che si ripeta la mobilitazione almeno virtuale, la collezione di prese di posizione che già si era proposta l’anno scorso quando erano iniziate bordate ministeriali e prefettizie. Questa volta però l’appello è concreto, la verifica è sulla raccolta di fondi. Non si tratta di dare partita vinta a chi vorrebbe negare il dovuto, i dovuti soldi pubblici, a Riace. Si tratta di avere un po’ di ossigeno per resistere, per ridare fiducia ai commercianti e ai collaboratori dell’accoglienza, per poter pagare di nuovo il pocket money ai profughi.

Riace ha bisogno di versamenti immediati sul conto corrente aperto da Recosol. E sarebbe anche utile un passaggio diretto di visitatori e turisti in questo mese di agosto, magari accompagnato da piccoli acquisti all’artigianato dei profughi.

I versamenti vanno indirizzati a:

Associazione Rete Comuni Solidali – C/C Banca Etica
Iban  IT92R0501801000000000179515
e se si vuole la detrazione come donazione: Anthopos Onlus IT43Z0897643530000000003246

Ps: Il paese è bello, il mare è bello, la spiaggia è libera, c’è posto

Ps 2: Naturalmente ho fatto il versamento se no non mi azzarderei a chiedere anche a voi di farlo.

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