La separazione delle famiglie di migranti è stata il “punto più basso” del mandato di Donald Trump alla Casa Bianca. Non lo hanno i democratici al Congresso, nemmeno il suo predecessore Barack Obama. Ma sua figlia Ivanka, che ha anche un ruolo attivo nell’amministrazione statunitense essendo consigliera del tycoon. Descrivendosi come “la figlia di un’immigrata”, visto che sua madre è nata e cresciuta nell’ex Cecoslovacchia, Ivanka Trump ha detto di aver sofferto molto nel vedere che migliaia di bambini venivano separati dai loro genitori, migranti entrati in modo non autorizzato negli Usa dal Messico. Un disagio che era stato espresso anche dalla first lady Melania.

“È stato un punto basso anche per me”, ha detto la 36enne, a una conferenza organizzata da Axios, diferendosi alla politica di “tolleranza zero” dell’amministrazione Trump. “Mi oppongo con forza alla separazione delle famiglie e alla separazione di genitori e bambini”, ha aggiunto prendendo anche le distanze dalle dure posizioni del padre contro i media. “No, non credo che i media siano il nemico del popolo“, ha detto.

Dopo che la politica di separazione delle famiglie ha scatenato una ondata di condanna mondiale, l’amministrazione ha ordinato il ricongiungimento dei bambini con i genitori. Alla scadenza per rispettare questo ordine, la scorsa settimana, erano ancora soli 711 minori sul totale di circa 2.500 che erano stati allontanati dai genitori, senza che i funzionari fossero in grado di dire quando sarebbero stati riaccolti dalle famiglie. “Bisogna stare molto attenti – ha concluso Ivanka Trump – a non incentivare comportamenti che mettano i bambini a rischio di essere trafficati, di entrare in questo Paese in modo pericoloso o da soli in un viaggio incredibilmente pericoloso”.