Lo hanno pestato a sangue in un pub. E secondo la prima ricostruzione uno gli ha anche urlato: “Sporco negro, torna nel tuo Paese. Vattene da qui”. Forse, però, i due giovani di Lercara Friddi, in provincia di Palermo, non sapevano che il “paese” del giovane che stavano insultando e picchiando era San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento. La vittima dell’aggressione, infatti, si chiama Davide Mangiapane: nel pestaggio il 23enne, che di lavoro fa il ballerino, ha subito la frattura della mandibola, con una prima prognosi di 30 giorni. I due aggressori, uno dei quali minorenne, sono stati identificati e denunciati per lesioni personali, mentre al momento non è contestata l’aggravante razziale.

L’episodio è avvenuto il 22 luglio, ma è divenuto noto solo oggi perché la vittima dopo l’aggressione, sotto choc, non aveva presentato denuncia. Sono stati i medici del pronto soccorso, infatti, a chiamare i carabinieri dopo aver visitato il giovane picchiato. I militari dell’Arma hanno interrogato diversi testimoni e alla fine hanno individuato i due picchiatori. Inizialmente secondo le forze dell’ordine che conducono l’inchiesta coordinata dalla Procura dei minori e della Procura ordinaria, il 23enne avrebbe fatto un apprezzamento a una ragazza e perciò il fidanzato della giovane l’avrebbe colpito con un pugno. Tesi smentita dal padre del ragazzo che ha affermato: “Mio figlio non ha alcuna colpa. Si trovava davanti al pub, quando quei due energumeni si sono avvicinati e gli hanno fatto cadere a terra il suo cappellino. Lui si è rivolto a loro e ha detto: “Vi spiace raccogliere da terra quello che avete fatto cadere?”. E per tutta risposta gli hanno dato un pugno e lo hanno fatto cadere. Da quel momento è iniziato il pestaggio. E ci sono i testimoni che possono confermare tutto”.

L’aggressione è poi continuata con calci e pugni e in tandem con un amico. L’aggressore, secondo alcuni testimoni, avrebbe anche gridato anche gli insulti razzisti. Ma su questo evidentemente la Procura di Termini Imerese vuole ancora verificare a fondo la ricostruzione. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Luciano Marino: “Io conosco uno dei due aggressori del ragazzo italiano di colore – ha affermato  – e posso assicurare che non è un razzista. Condanno senza se e senza ma l’aggressione al ballerino ma ribadisco che il razzismo non c’entra. Il fatto è legato più che altro all’alcol e all’ignoranza”.