“A Campione abbiamo solo il casinò. Viviamo lì con le nostre famiglie, non possiamo cambiare tutto”. È il sentimento diffuso dei circa cento dipendenti del casinò di Campione d’Italia che stamattina, martedì 31 luglio, si sono radunati in presidio davanti al Pirellone per protestare contro la chiusura della casa da gioco, la cui società di gestione è stata dichiarata fallita la scorsa settimana.  “Siamo qui per manifestare il forte disagio di Campione dopo il fallimento e la chiusura del casinò, che porta a 500 licenziamenti, oltre a un danno per tutta comunità”, hanno detto lavoratori e sindacalisti. “Non abbiamo nemmeno ricevuto la lettera di licenziamento, quindi non possiamo cercare un altro lavoro”.
“Come istituzione regionale oggi stesso solleciteremo il ministero dell’Interno e il ministero delle Finanze perché prendano i necessari provvedimenti, consapevoli che più si allungano i tempi, più l’utenza inevitabilmente si indirizzerà stabilmente su altre strutture da gioco a danno di Campione”. A dirlo, dopo l’incontro a Palazzo Pirelli con una delegazione dei lavoratori, è stato il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi.