È stato espulso il deputato-velista del M5s Andrea Mura, al centro delle polemiche per le sue numerose assenze alla Camera. Lo ho annunciato su Facebook il coordinatore sardo del Movimento, Mario Puddu:”Chi non segue le regole va a casa – scrive – Era stato candidato per fare il parlamentare della Repubblica italiana col Movimento 5 Stelle, quindi a patto di seguire delle regole precise: taglio stipendio e impegno costante in Parlamento”. Il capogruppo alla Camera, Francesco D’Uva, ha ufficializzato l’espulsione scrivendo sul blog delle Stelle che “non è tollerabile l’atteggiamento” di Mura “che con il 96,8 per cento di assenze in Parlamento ha dimostrato irresponsabilità e menefreghismo, mancando di rispetto agli italiani” e “a tutti i suoi colleghi che non hanno mai smesso di lavorare in Parlamento”. Mura naturalmente rimarrà deputato a meno che non rassegni le dimissioni che comunque devono essere votate dall’Aula di Montecitorio. Nel frattempo andrà quasi certamente nel gruppo misto dove già ci sono altri ex M5s: Andrea Cecconi e Silvia Benedetti (coinvolti nel caso dei mancati rimborsi al fondo Pmi), Salvatore Caiata (non disse di essere indagato), Antonio Tasso (non dichiarò una vecchia condanna) e Catello Vitiello (non dichiarò di essere iscritto alla massoneria).

Secondo i dati di OpenPolis, Mura ha il 96 per cento di assenze alla data del 19 luglio, risultando il quarto meno presente in Aula subito dopo Michela Vittoria Brambilla e altri due deputati del Movimento che però hanno gravi problemi di salute. Più precisamente ha partecipato a 8 votazioni su 220 totali. Tra le 8 votazioni a cui ha partecipato c’è anche il voto di fiducia al governo Conte. “Un portavoce del M5s è chiamato a svolgere la propria attività sia sul territorio, tra la gente, che tra i banchi del Parlamento, dove da anni portiamo avanti tutte le nostre battaglie a favore dei cittadini”, prosegue D’Uva. “Non è accettabile – continua – che pensi di poter svolgere la propria attività politica da una barca o da casa sua, snobbando l’aula di Montecitorio”.

A caldeggiare un suo allontamento era stato anche il vice-premier Luigi Di Maio: “Fare i parlamentari – aveva detto il capo politico del M5s – è un privilegio. È giusto stare chiusi a lavorare”. La polemica era scoppiata dopo le accuse dell’ex governatore sardo Ugo Cappellacci, alle quali Mura aveva risposto con un’intervista a La Nuova Sardegna. “L’attività politica non si svolge solo in Parlamento, si può svolgere anche su una barca – aveva detto lo skipper – Io l’ho detto fin dall’inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani”. Il deputato, dopo aver raccontato nei dettagli una sua giornata-tipo, aveva spiegato di andare alla Camera “una volta alla settimana, per la commissione Trasporti”.