Un nuovo caso per il M5S e per il ministro del Lavoro e allo Sviluppo Economico, nonché capo politico del M5S, Luigi Di Maio, dopo la contestazione subita dal ministro per il Sud, Barbara Lezzi, a opera di attivisti “No Tap“. L’infrastruttura tanto contestata dalla popolazione locale verrà bloccata dal governo giallo-verde oppure verrà realizzata? “Come ha detto anche il ministro Moavero Milanesi, in Azerbaigian, bisogna tener presente le esigenze delle comunità – e questo, spiega Di Maio – vale per tutte le grandi opere: non possiamo pensare dall’alto grandi opere senza ascoltare le comunità. L’errore del Tap è che non si è dialogato con le comunità, come per la Tav in Val di Susa. Il nostro impegno ad ascoltare le comunità resta e su questo il M5S non ha cambiato linea e sbaglia chi dice il contrario”. Capitolo Ilva. Di Maio afferma che “sto aspettando la comunicazione dei commissari per l’arrivo della controproposta di Arcelor-Mittal” e sull’ex ministro Carlo Calenda, che ha chiesto un confronto pubblico a Di Maio proprio sulle vicende legate alla gara vinta dal colosso franco-indiano che si è aggiudicato l’acciaieria di Taranto, Di Maio rifiuta la sfida: “Calenda ha avuto cinque anni per confrontarsi con i cittadini, poi quando questi finiscono di fare i ministri, vogliono confrontarsi: troppo tardi”.

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