“Io non mi vergogno di essere una ‘pirata umanitaria’, se questo significa sottrarre persone a un sistema per cui, una volta che vengono riportate in Libia, sono soggette a un regime di detenzione arbitraria illimitata, senza alcun diritto a vedere un avvocato o a essere soggette a un giusto processo”. Così a L’Aria che Tira Estate (La7) esordisce Giorgia Linardi, portavoce della ong SeaWatch in Italia, in una sofferta testimonianza sulle condizioni disumane nei campi di detenzione libici. E spiega: “Non ci rendiamo conto che quello che arriva, al di là del Mediterraneo e nel Mediterraneo, è una scrematura enorme delle persone che partono, perché la gran parte muore nel deserto e nei centri di detenzione in Libia. C’è una quantità infinita di centri di detenzione informali dove le persone sono tenute in cattività, ma non c’è una distinzione netta tra quelli ufficiali e quelli non ufficiali. Il controllo del governo libico è nominale, ma non sempre effettivo. E usiamo delle categorie che non esistono, come il concetto di Guarda Costiera Libica“. Linardi racconta: “Nei centri di detenzione libici le persone vivono in 40 cm di spazio, hanno una tazzina dove fanno pipì e poi la lanciano sul muro perché si crea un po’ di umidità e non si muore di caldo”. “Vada a vedere al Cara di Mineo allora”, insorge il vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo. Giorgia Linardi lo prega di non interromperla e continua: “Le torture possono essere definite anche menzogne, ma non quando sono visibili sul corpo delle persone. Abbiamo visto le schiene di persone torturate, come nel caso di un ragazzo 26enne che è stato torturato in un centro di detenzione mattina e sera. Aveva delle cicatrici spesse due dita”. E aggiunge: “Una donna nel centro di Sorman, uno dei centri di detenzione ufficiali, dove erano rinchiuse circa 500 donne, ha raccontato di aver assistito al parto di una compagna e dopo il parto il suo cordone ombelicale è stato reciso con un pezzo di vetro. Altre donne sono state picchiate e una donna ha partorito per via delle percosse sulla pancia. Nemmeno le donne incinte vengono risparmiate. E i bambini nei centri di detenzione muoiono”