Sentenza non del tutto definitiva e per questo l’imputato Rodolfo Fiesoli, 77 anni, il ‘guru’ fondatore della comunità Il Forteto per minori disagiati a Vicchio del Mugello, in provincia di Firenze, finita al centro di una vicenda di maltrattamenti e violenze sessuali, è stato scarcerato. Il verdetto della Cassazione del 22 dicembre 2017, che pure lo condannava a scontare la pena residua di 14 anni, 8 mesi e 17 giorni (su 15 anni e 10 mesi), non è da considerarsi definitivo: ci sono annullamenti di alcune parti che fanno di Fiesoli ancora un imputato e quindi può aspettare fuori i futuri giudizi. Ma la decisione – da codice di procedura – ha scatenato le reazioni di esponenti politici di tutti gli schieramenti: Fi, Fdi, M5s e Pd. C’è chi chiede una commissione d’inchiesta, chi ricorda che invece per le vittime è un fine pena mai e chi che sostiene che “saperlo in liberà e una vergogna”. La decisione è del 5 luglio ed è stata presa dalla I sezione su un ricorso fatto dai difensori, gli avvocati Oliviero Mazza e Lorenzo Zilletti. Ricorso discusso e respinto in corte di appello a gennaio, quindi, quasi dimenticato dall’opinione pubblica, portato davanti alla Suprema Corte che, quattro giorni fa, appunto, ha deciso.

“Dal tenore della decisione, di cui non sono ora note le motivazioni – affermano i difensori – è facilmente arguibile come sia stata accolta in pieno la tesi della difesa circa l’impossibilità di eseguire una pena che non abbia i caratteri di certezza e irrevocabilità. Va ricordato, infatti, che la vicenda processuale di Fiesoli non è ancora conclusa perché dovrà celebrarsi un giudizio di rinvio a seguito di alcuni annullamenti pronunciati dalla Corte Suprema il 22 dicembre 2017″. Annullamenti con rinvio che riguardano un caso di violenza sessuale su un giovane (è da stabilire se fu violenza semplice o ‘di gruppo’) e altri per l’inadeguatezza della motivazione dei giudice della corte di appello riguardo alla determinazione della pena in continuazione di reato su tutte le accuse diverse dalla pena base. La procura generale ha notificato la revoca della carcerazione a Fiesoli il 6 luglio. Ora il ‘guru’, che dagli adepti si faceva chiamare ‘profeta’, – e che da sei mesi e mezzo (23 dicembre 2017) era nel carcere di Sollicciano, a Firenze -, si trova in una località segreta. Al Forteto non è più tornato dal 2011, quando venne arrestato era in una casa a Pelago (Firenze).