Dice il procuratore capo di Torino Armando Spataro: “Nessuno può vietare a un barcone con a bordo migranti di attraccare”. Risponde il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Chiudere i porti è un dovere, se qualcuno la pensa diversamente si candidi alle elezioni“. Se il magistrato sperava che la propria iniziativa (linee guida per dare priorità ai fascicoli per reati con finalità di discriminazione razziale) non avesse delle ripercussioni politiche, il vicepremier e leader leghista ha rovinato i suoi piani. L’argomento, del resto, da settimane è al centro del dibattito nazionale e l’occasione di oggi era troppo ghiotta per impedire a Salvini di ribadire la sua linea e il suo stile comunicativo.

LA RISPOSTA DI SALVINI: “SPATARO SI CANDIDI” – “Mi ha incuriosito la dichiarazione del procuratore di Torino che decide cosa può fare o non fare un governo eletto da milioni di italiani – ha detto il ministro dell’Interno – Io penso che bloccare i porti a chi aiuta i trafficanti di esseri umani non sia un diritto ma sia un dovere. Se qualcuno la pensa diversamente si candidi alle elezioni“. Poi l’attacco, ancor più diretto: “Forse il procuratore capo di Torino pensa che l’intera Africa possa essere ospitata in Italia? Idea bizzarra” ha scritto Salvini in un tweet, postando un articolo che parla della proposta di Spataro. “Non si può respingere in mare gli immigrati e non vagliare la loro richiesta di status di rifugiato politico. Se accadesse il contrario, tale comportamento sarebbe oggetto di una nostra indagine” ha aggiunto.


LA PROPOSTA DI ARMANDO SPATARO – Priorità ai reati commessi con finalità di discriminazione etnico-religiosa o di odio razziale. Un pool di magistrati che eviteranno “di richiedere l’archiviazione per particolare tenuità del fatto”. Maggiore rapidità nelle indagini necessarie all’individuazione dei responsabili. Lo ha deciso la Procura di Torino che ha emanato specifiche direttive. “In questi ultimi tempi c’è stata una crescita i minacce, aggressioni, scritte e manifesti contro gli immigrati, spesso accompagnata dalla passività delle persone presenti”. A dirlo è stato il procuratore capo, Armando Spataro, che ha chiarito: “Non tocca a noi intervenire nell’analisi politica e sociale, ma come Procura dobbiamo dare una risposta a questi reati odiosi e insopportabili“. I fascicoli, dunque, avranno la precedenza e i magistrati che se ne occuperanno “svolgeranno le funzioni di pm in dibattimento”. Con l’aggiunta, significativa, di “evitare di chiedere l’archiviazione per particolare tenuità del fatto“.

“REATI CHE DEVONO ESSERE PERSEGUITI” – “Nessuno può vietare a un barcone di attraccare – ha detto Spataro in conferenza stampa insieme al questore, Francesco Messina, al comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Emanuele De Santis, e al comandante della polizia municipale, Emiliano Bezzon – La convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati prevede il diritto al non respingimento. Ragionando per assurdo, se un barcone arrivasse a Torino, ai Murazzi sul Po, e qualcuno impedisse a chi sta sopra di scendere, avvierei degli accertamenti. Nessuno può vietare a un barcone di attraccare”. Nelle linee guida la Procura della Repubblica ha invitato anche Questura, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia municipale a valutare “la possibile adozione di direttive o misure organizzative idonee a implementare l’efficacia e l’immediatezza degli accertamenti finalizzati all’identificazione dei responsabili dei reati”. Dello stesso parere il procuratore generale Francesco Saluzzo: “Sono malamente impressionato per i comportamenti odiosi che si sono manifestati in quest’ultimo periodo, che incitano all’odio razziale nei confronti di soggetti stranieri provenienti soprattutto dall’Africa e dal Medio Oriente. È come se si dovesse comunicare alla gente che è arrivato il momento di passare al contrattacco. Questi comportamenti sono reati che devono essere perseguiti”.