Oggi, 6 luglio si festeggia la giornata mondiale del bacio, l’attenzione è così posta sull’universalità di questo comportamento che si manifesta in svariate forme e in differenti modi nel mondo, come già Darwin evidenziò nel suo libro Le espressioni delle emozioni nell’uomo e negli animali del 1872. Ogni cultura, infatti, conserva una sua simbologia e una sua modalità di bacio; per esempio in Giappone baciarsi in pubblico è poco rispettoso, in India baciarsi equivale a scambiarsi le anime, per gli Eschimesi il bacio è strofinarsi le punte del naso. Nel suo significato profondo, il bacio è un comportamento che accompagna una relazione amicale, parentale o amorosa e rappresenta una modalità comunicativa non verbale capace di scatenare una un’infinità di reazioni biologiche, psicologiche e relazionali.

Il bacio, come scrive Sheril Kirshenbaum, nasce da una storia d’amore, che richiama il rapporto madre-bambino. Le nostre prime esperienze con amore e sicurezza di solito coinvolgono la pressione delle labbra e la stimolazione attraverso comportamenti simili ai baci, come l’allattamento al seno o con il biberon. Questi primi eventi stabiliscono importanti percorsi neurali nel cervello del bambino che associano il bacio con emozioni positive che continuano ad essere importanti durante tutta la sua vita. Infatti, i biologi evoluzionistici chiamano il bacio erotico “bacio della reliquia”, tramandato attraverso le culture da queste prime pratiche del profondo bacio della madre. Scrive Desmond Morris, nel suo libro sul comportamento umano L’uomo e i suoi gesti: “Se i giovani amanti che si esplorano a vicenda con le loro lingue sentono l’antico conforto della bocca dei genitori, questo può aiutarli ad aumentare la loro reciproca fiducia e quindi il loro legame”.

La sensazione di benessere che se ne ricava potrebbe risalire a ricordi primordiali, proprio perché la zona della bocca è la prima ad essere innervata e quindi a sviluppare i recettori del piacere. Come descriveva anche Freud, nei primi anni di vita, lo stadio orale del bambino è essenziale e rilevante, e il suo senso di conforto compensatorio resta in tutto l’arco della vita.
Il bacio erotico tra amanti, rispetto ai baci amicali o quelli formali, rimanda al bacio più intenso e denso di sensazioni. Prendendo in considerazione che le nostre labbra sono la zona erogena più esposta del corpo, e che queste sono pieni di terminazioni nervose sensibili, in risposta ad uno stimolo, inviano una cascata di informazioni al nostro cervello, attivandone una parte molto ampia che si associa ad una serie di informazioni sensoriali. La magia di un bacio è, perciò, il risultato di un vortice di neurotrasmettitori e ormoni che si attivano, la trasmissione di sensazioni e emozioni tra corpi che influenzano il modo in cui pensiamo e sentiamo.

Analizzandolo nel dettaglio, a livello fisiologico, attraverso un bacio è possibile notare la dilatazione delle pupille, le guance che arrossiscono e l’accelerazione dei battiti cardiaci. Il cervello riceve più ossigeno, i vasi sanguigni si dilatano e il respiro si fa irregolare. Nel bacio tra amanti è possibile che scaturisca un fremito erotico che investe anche sull’attivazione dei cinque sensi (tatto, gusto, olfatto, vista e udito). Le informazioni sulla temperatura, il gusto, l’odore e i movimenti del bacio vengono inviate a una zona di tessuto cerebrale chiamata «corteccia somatosensoriale».

Questo tessuto registra gli impulsi tattili in quella che può essere descritta come una mappa sensoriale del nostro corpo, in cui le labbra appaiono sproporzionatamente grandi in confronto alle loro reali dimensioni, proprio per rappresentare la densità di terminazioni nervose che si trovano su di esse. A livello biologico la pressione di un bacio tra due labbra coinvolge tutti i muscoli del corpo, dalla bocca al viso, al collo, alla schiena, alle spalle e anche le braccia che stringono l’altro sono coinvolte.

Secondo la studiosa Helen Fisher questa cascata di reazioni che nasce dall’unione delle labbra tra due amanti, è un importante canale informativo che permette di scegliere il partner più idoneo alla riproduzione. È, dunque, proprio quando pensiamo di essere al culmine dell’abbandono che le papille della lingua sono più impegnate a raccogliere informazioni, analizzando il “sapore” del partner. Le informazioni chimiche così raccolte sono responsabili di quelle aree della corteccia cerebrale relative ai legami sociali. Questo cocktail chimico a livello fisiologico stimola la dopamina, l’ossitocina e la serotonina, gli ormoni del benessere e del desiderio, che attivano i centri cerebrali del piacere.

La dopamina rilasciata durante un bacio può stimolare sentimenti di euforia e comportamenti di dipendenza. L’ossitocina, altrimenti nota come “ormone dell’amore”, favorisce sentimenti di affetto. Infine, i livelli di serotonina presenti nel cervello durante il bacio intrecciano immagini, pensieri e impulsi che si concatenano ad una regolazione del tono dell’umore. La serotonina controlla le nostre emozioni e il movimento delle informazioni al cervello, compresi quei sentimenti e pensieri ossessivi sul nostro nuovo amante. Dunque, un buon bacio può stimolarci ad agire al di là della nostra volontà, favorendo il “legame amoroso”.

Un pessimo bacio, al contrario, comporta un feedback capace di attivare il cortisolo, conosciuto come l’ormone dello stress, che istiga l’ allontanamento dall’altro. Lo dimostra uno studio del 2007 dello psicologo evoluzionista Gordon Gallup dell’Università di Albany, su oltre mille studenti, secondo il quale il 59 % degli uomini e il 66% delle donne arriva ad interrompere una relazione se il bacio non è piaciuto. In più i suoi studi valutano come, nelle relazioni a lungo termine, la frequenza di un bacio può rappresentare un buon metro di valutazione in linea al benessere e alla salute del legame stesso.

In linea con gli studi di Gordon Gallup, le ricerche del 2014 di Rafael Wlodarski hanno portato a differenziare il valore del bacio tra maschio e femmina. Infatti, i risultati della ricerca denotano come le donne tendono a dare la priorità alla capacità di un partner di baciare più di quanto facciano gli uomini, specialmente quando valutano per la prima volta i loro partner per una relazione. Le donne tendono anche a considerare i baci come un modo importante per mostrare affetto nelle relazioni a lungo termine.

Ringrazio la dottoressa Vita Picilli per la collaborazione