All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora; chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso; chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à.

Facite ammuina è forse una sintesi efficace ai proclami e alle promesse di questo governo per la disabilità. Prima l’annuncio di un ministero ad hoc con un ministro della Lega, che si è finora fatto apprezzare perlopiù per interventi inerenti la morale sessuale, e poi le prime sconcertanti decisioni che riguardano il mondo della scuola. Alla fine di giugno, in totale continuità con i precedenti governi tanto vituperati (a mio avviso a ragione) un altro ministro leghista, il professore Marco Bussetti, ha siglato un accordo con i sindacati della scuola che allontana ancora di più i processi di inclusione per gli alunni disabili.

Come da copione, un copione già visto e disapprovato con veemenza dalle forze politiche oggi al governo, il ministro in questione ha certificato ancora la disponibilità del Miur all’utilizzo di insegnanti non specializzati affianco agli oltre 254mila alunni disabili italiani. La differenza che balza agli occhi con i precedenti governi a guida Pd è però la vivacità di questi novelli protagonisti impegnati a plaudire, come nel caso dell’alunno con autismo della provincia di Caserta, alla scuola e all’insegnante di sostegno fino a confondere una distratta opinione pubblica. Sembra proprio che la regola del “facite ammuina” dell’ammiraglio Federico Cafiero rappresenti una strategia politica.

Così accade che mentre si completa un comunicato stampa dai toni accorati e commoventi di elogio per una scuola che mette in condizione un alunno disabile di sostenere un colloquio di maturità il ministro dimentichi che la possibilità di avere insegnanti all’altezza dei loro compiti dipenda esattamente da lui e dalle scelte che ha già compiuto (questa volta senza ammuina e con discrezione). L’accordo tra Miur e sindacati segna, infatti, un clamoroso passo indietro per la scuola dell’inclusione dei disabili e non saranno le lacrime (vere e non di circostanza) del professore di sostegno impegnato a fianco al giovane studente con autismo a cancellare la ipocrita decisione del ministro Bussetti.

Decidere di continuare a utilizzare insegnanti non specializzati affianco agli alunni disabili è una scelta della quale i ministri del governo del cambiamento dell’Istruzione e della disabilità dovrebbero vergognarsi. Fatti, non parole. Altrimenti resterà solo il “facite ammuina”. Ovviamente tradotto in dialetto lombardo veneto.