Salvini? Sa bene che il mercato della paura è floridissimo e quindi lo alimenta in ogni modo”. Sono le parole pronunciate a Omnibus (La7) da Antonello Caporale, giornalista de Il Fatto Quotidiano e autore del libro “Matteo Salvini. Il ministro della paura”, edito da Paper First. Caporale analizza il linguaggio utilizzato dal leader della Lega e sottolinea: “La parola più utilizzata da Salvini, in riferimento a ogni tipo di problema, è un termine amichevole, confidenziale, quotidiano: schifo. Nel pieno della campagna referendaria del 4 dicembre 2016, Salvini, anziché spiegare le ragioni del No alla riforma costituzionale, parlava dei migranti. Salvini fa leva sullo sconforto, sullo schifo. Mette i migranti ovunque. Ora sostituisce i terroni di 15 anni fa coi nuovi schiavi del Sud. Ieri a Pontida i meridionali sono stati accolti come Ascari“. Il giornalista riconosce al ministro della Lega capacità empatiche, non in possesso di altri politici, e si sofferma sulla questione dei rom, altro cavallo di battaglia di Salvini. E aggiunge: “E’ giusto parlare del problema. Ma Salvini non dà soluzioni. E cosa dice, infatti, con crudeltà infinita nei suoi tweet? “Io ti porto la ruspa“. La parola ‘ruspa’ dà il senso di quello che immaginiamo. Addirittura per i bambini rom ha scritto che “serve la ruspetta“. Fa paura quello che Salvini dice nei suoi tweet”. Scuote la testa Alessandro Morelli, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati. E ribatte: “La inviterò a Pontida l’anno prossimo, così vedrà che lei non è un Ascaro. I meridionali ieri non sono stati considerati Ascari, ma parte integrante di questa grande comunità”. “Hai voglia”, commenta Caporale