La Germania, a 100 giorni dall’accordo di governo faticosamente raggiunto a gennaio, è sull’orlo di una nuova crisi politica. Scatenata dalle diverse visioni degli alleati Cdu e Csu sulla gestione dell’immigrazione. Domenica infatti il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ha detto ai vertici della sua Unione Cristiano-Sociale, riuniti a Monaco, di non essere soddisfatto dei risultati ottenuti da Angela Merkel al summit Ue di giovedì e venerdì e delle ulteriori proposte presentate sabato. Quando la cancelliera ha indirizzato a Csu ed Spd una lettera di otto pagine dal titolo Più ordine e controllo nella politica migratoria in cui annunciava tra l’altro di aver stretto accordi con 14 Stati Ue per velocizzare i respingimenti dei migranti che arrivino in Germania dopo essersi già registrati in altri Paesi. Ma domenica sono arrivate le smentite di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. E la doccia fredda del leader Csu, che secondo fonti della Dpa ha affermato che nessuna delle proposte di Merkel è efficace quanto il respingimento unilaterale da parte della Germania dei migranti già registrati in altri Paesi.

Seehofer: “La Merkel non si è mossa”. Bild: “Aumenta la probabilità di una crisi” – Inutile dunque il vertice tra i due che si è tenuto sabato sera – “si è mossa di uno zero virgola zero“, il suo commento riportato dalla Bild – e anche i “tempi supplementari” concessi Seehofer, che aveva dato tempo fino ad oggi alla Merkel per presentare un piano minacciando altrimenti di avviare in modo unilaterale i respingimenti a partire dall’1 luglio. A questo punto la Csu potrebbe decidere la rottura, dopo quasi 70 anni di alleanza, dalla Cdu della cancelliera. “Al momento aumenta la probabilità che il governo” di Grosse Koalition vada in frantumi a soli 100 giorni dall’insediamento, scrive la Bild. Più cauta la Dpa, secondo cui la Csu non avrebbe intenzione di far cadere il governo, ma vorrebbe lavorare ancora su questo tema. Il presidente del Land bavarese, Markus Soeder, chiede al partito di “mantenere fermi i propri convincimenti” e insistere sulla strada dei respingimenti diretti al confine dei migranti. “Non è decisivo chi ha ragione, ma cosa è giusto”, ha detto Soeder durante la riunione della Csu.

Vertici paralleli, possibile nuovo faccia a faccia dei due leader – Domenica è in agenda anche un vertice della Cdu, per consultarsi sulle prossime mosse: previsti un incontro del direttivo e poi del presidio allargato. Alla fine dovrebbe esserci una conferenza stampa della Merkel. Secondo alcune voci, i due alleati potrebbero vedersi di nuovo nelle prossime ore, ma non ci sono conferme ufficiali. Intanto gli altri membri del governo chiedono un surplus di riflessione. “Ne va della reputazione del paese, della sua capacità di azione e della sua governabilità“, ha detto il ministro dell’Economia, Peter Altemaier, secondo il quale la crisi attuale mette in gioco ben più delle sorti della Cdu e della Csu. “questo sarà il punto decisivo nei prossimi giorni”, ha aggiunto.

Lettera di Merkel: “Accordi con 14 Stati sui respingimenti”. Ma Praga, Budapest e Varsavia smentiscono – Per salvare la Grosse Koalition e il suo futuro di cancelliera, Merkel aveva teso una mano all’alleato indirizzando a Csu ed Spd una lettera di otto pagine dal titolo Più ordine e controllo nella politica migratoria. Due le novità principali: in primo luogo, accordi amministrativi stretti con 14 Stati Ue per velocizzare i respingimenti dei migranti che arrivino in Germania dopo essersi già registrati in altri Paesi rendendo più facile l’applicazione della procedura prevista dal sistema di Dublino. I media tedeschi avevano riferito che i Paesi erano Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Francia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia.

Domenica sono però arrivate le smentite di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. “Non c’è nessun nuovo accordo per l’accoglienza di richiedenti asilo provenienti da altri Paesi dell’Unione europea. La Polonia porta avanti una politica di asilo molto rigida e non la cambieremo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri polacco, Artur Lompart. “Lo confermiamo proprio come la Repubblica Ceca e l’Ungheria”. “Questa notizia allarmante è un’assurdità“, ha detto il primo ministro ceco, Anderj Babis; mentre il portavoce del governo ungherese garantisce che “un accordo del genere non è stato raggiunto”. Merkel, in un’intervista alla Zdf che va in onda domenica sera, si è detta dispiaciuta degli equivoci. “Non abbiamo ultimato accordi, si tratta di colloqui”, ha detto secondo un’anticipazione che si legge sulla Bild. L’agenzia di stampa tedesca Dpa, che ha preso visione della lettera, citava Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Francia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia. Assenti dunque sia l’Italia, sia l’Austria, che dal 1° luglio assumerà la presidenza di turno dell’Ue.

Stop della Csu anche sui “centri ancora” – Nella lettera si annunciava poi l’intenzione di allestire cosiddetti ‘centri-ancora’ – in tedesco ‘Ankerzentren’ – in cui mandare i richiedenti asilo registrati altrove, i cui casi non rientrino negli accordi bilaterali e che abbiano provato a bypassare i controlli ufficiali di confine. E sarebbe previsto l’obbligo di residenza, dunque senza alcuna distribuzione nei Comuni. Secondo la Bild, Seehofer ha detto: “Potete discutere di tutto, ma non del fatto che abbiamo una soluzione sostitutiva di valore equivalente. Ne ho parlato ieri ancora una volta con la cancelliera”.