“I porti non li chiuderei, servono cuore e testa”. Il presidente della Camera Roberto Fico, oggi in visita a sorpresa nell’hotspot in provincia di Ragusa, non si allinea alla visione del ministro dell’Interno Matteo Salvini che nelle scorse settimane ha deciso di delegittimare le ong che salvano migranti nel Mediterraneo, chiudendo loro i porti italiani. Ed è proprio dal Viminale che arriva la reazione ufficiale del governo. “Un suo punto di vista personale” dice il leghista che aggiunge: “Non siamo in una caserma, è giusto che ognuno esprima le proprie idee”. Silenzio ufficiale da parte dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio. Che però un retroscena dell’Ansa dà sulla stessa linea d’onda di Salvini.

La legge di Salvini: da Aquarius alle ong
Una linea del Viminale ha trovato la sua prima realizzazione nella vicenda dell’Aquarius e che è stata sposata anche dall’Europa durante il vertice sui migranti che si è concluso ieri, dove “si è sancito che nessuno deve interferire con il lavoro della Guardia costiera libica“. Al contrario, Fico sostiene che i libici, che sono “da formare”, abbiano bisogno “di qualche nave delle Ong coordinate sempre dalla Guardia Costiera”, oltre che “di un grande supporto della Marina Italiana e delle Capitanerie di porto”. Perché è “bene formare la capitaneria di porto libica, bene fornire navi e supporto logistico alla Guardia costiera libica, ma dobbiamo sapere che la Libia al momento non è un posto che ha sicurezza e i libici hanno bisogno di essere formati“.

Fico poi specifica come sia necessario puntualizzare “quando si parla di ong“, che “sono state fondamentali nel salvare vite umane”. “Bisogna farlo chiaramente – ha detto – facendo nomi e cognomi, anche dei loro finanziatori, altrimenti non si fa una buona informazione. C’era un’inchiesta a Palermo che è stata archiviata, c’è un’inchiesta a Catania ormai da un anno che pare non cavi un ragno dal buco“. Entrando nel merito delle ong che hanno operato a Pozzallo ha poi definito il loro “un lavoro straordinario. Me lo hanno confermato il questore di Ragusa, la prefettura e il sindaco di Pozzallo“. Poi ha insistito sulla solidarietà a livello europeo per dare forma all’accoglienza, che deve essere condivisa. Ma anche sulla responsabilità dell’Italia. “L’Europa tutta insieme che deve farsi carico dei flussi migratori. E l’Italia che è un paese che si trova al confine col Mediterraneo non può tirarsi indietro ed è qui che vanno aiutate le persone”. “Come terza carica dello Stato – ha aggiunto – dico che bisogna essere solidale con chi emigra, che sono storie drammatiche che toccano il cuore. Tocca all’Europa farsi carico di quest’emergenza, non solo all’Italia, e bisogna tirare fuori gli estremismi perché la solidarietà si fa insieme. Se questo è un approdo, deve essere un approdo europeo“.

Per il presidente della Camera, poi, “bisogna trovare nuovi sistemi di entrata dei migranti nel nostro Paese. Se ad esempio abbiamo bisogno di braccianti per le nostre campagne – aggiunge Fico – bisogna puntare su accordi bilaterali con alcuni paesi africani come il Mali per far arrivare come lavoratori stagionali queste persone. Ci vuole un approccio solidale e lungimirante con l’immigrazione ma è l’Europa tutta insieme che deve fare la sua parte”.

Il silenzio di Di Maio e il retroscena Ansa. Salvini: “Suo punto di vista personale”
Nessuna reazione ufficiale dal capo politico del M5s, ma l’Ansa riporta un ragionamento del vice premier Luigi Di Maio sulla compattezza del governo sulla linea in tema di immigrazione specificando che nessuno ha mai chiuso i porti, ma che la chiusura riguarda le ong che non rispettano le regole. Un ragionamento che si concluderebbe con la specificazione che quelle di Fico sono dichiarazioni del presidente della Camera che vanno rispettate ma che non rappresentano la linea del governo. “Un suo punto di vista personale” risponde invece il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, leader della Lega, interpellato sull’appello del presidente Fico.  “Divergenze? Non siamo in una caserma, è giusto che ognuno esprima le proprie idee – ha risposto Salvini visitando i militanti a Pontida alla vigilia del raduno del partito -. Poi i ministri fanno i ministri. E quindi le scelte sono quelle che gli italiani stanno toccando con mano da quasi un mese. Noi – ha aggiunto Salvini – vogliamo limitare le partenze per ridurre il numero dei morti, perché più disperati partono e più disperati muoiono e peggio stanno anche gli italiani”. Secondo il vicepremier, “con 5 milioni di italiani sotto la soglia della povertà è dovere di un governo pensare prima alla nostra gente”.

Margiotta: “Fico mostra che non tutti nel M5s sono ‘Yes man'” –  Dalle fila del Pd reagiscono alle parole di Fico. Il primo a intervenire è il senatore Salvatore Margiotta. “Il Presidente della Camera Roberto Fico dichiara che non chiuderebbe i porti e che le ong non sono organizzazioni criminali, criticando evidentemente le scelte del governo gialloverde. Scopriamo, dunque, che nel M5S c’è ancora qualcuno che ragiona con la sua testa e come lavoro non fa lo yesman di Salvini. Vero Ministro Toninelli?”. Il deputato Carmelo Miceli sottolinea come “dopo l’archiviazione delle indagini di Palermo e il nulla di fatto di Catania, anche il Presidente Fico dice che le Ong fanno un lavoro straordinario, disconoscendo la narrazione salviniana sui migranti” e il segretario dem Maurizio Martina spiega: “Ho apprezzato le parole di questa mattina del presidente Roberto Fico. Sono parole giuste. Ora mi auguro che voglia muoversi sia verso la maggioranza di governo e nel suo movimento perché si rifletta con serietà sulla situazione e si fermino scelte sbagliate come quelle fatte sino a qui dall’esecutivo”.