Giusto giovedì l’Ufficio parlamentare di bilancio lo ha ricordato con un report ad hoc: un calo degli arrivi di migranti comporta problemi per i conti italiani, perché gli immigrati che lavorano e pagano i contributi ci aiutano a pagare le pensioni. Ora che a ripeterlo è il presidente dell’Inps Tito Boeri, arriva l’altolà del ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Secondo Boeri, presidente dell’Inps, la ‘riduzione dei flussi migratori’ è preoccupante perché sono gli immigrati a pagare le pensioni degli italiani…E la legge Fornero non si tocca. Ma basta!!!”, scrive il vicepremier e leader della Lega in un tweet criticando le parole dell’economista.

Boeri al Festival del Lavoro a Milano ha avvertito che “gli scenari più preoccupanti per la spesa pensionistica prevedono una forte riduzione dei flussi migratori che è già in atto”. Il sistema pensionistico “non è in grado di adattarsi alla diminuzione dei contribuenti” legata al calo dei nati in Italia, ha spiegato. “Il problema è serissimo e dell’immediato. Volenti o nolenti l’immigrazione può darci un modo di gestire questa difficile transizione demografica. Avere immigrati regolari ci permette di avere flussi contributivi significativi”. Col calo dei flussi, l’arrivo di migranti “comincia ad essere non più sufficiente” a controbilanciare “il calo degli autoctoni. Le previsioni ci dicono che nel giro di pochi anni perderemmo città intere e questo è un problema molto serio per il nostro sistema pensionistico. Anche se gli italiani ricominciano a fare i figli, ci vorranno almeno 20 anni prima che comincino a pagare contributi”. “Chiunque abbia un ruolo – ha aggiunto – deve spiegare agli italiani questo problema” che si manifesta già “e non fra dieci anni”.

Il presidente Inps ha anche sottolineato che quota 100“, la riforma proposta nel contratto di governo Lega-M5s per superare la Fornero, “aumenta di molto la spesa pensionistica, ha effetti destinati a trascinarsi nel tempo e peggiora il rapporto tra pensionati e lavoratori”. “Avremo un milione di pensionati in più come effetto di queste misure, ma avremo anche meno lavoratori perché aumenterebbero le tasse sul prelievo pensionistico”, ha spiegato. “Secondo le stime più recenti del Fmi, attualmente abbiamo due pensionati per ogni tre lavoratori, nel giro di venti anni avremo un lavoratore per ogni pensionato”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Lo sfracello secondo i Mattei

next
Articolo Successivo

Vitalizi, sondaggio M5s su Facebook: “Stai con la casta o con Fico?”. I risultati sono sfavorevoli e il post scompare dopo 4 ore

next