Una storia senza fine e che riserva ogni ora colpi di scena. Quando sembrava che la destinazione della Lifeline potesse essere Malta e che i migranti a bordo potessero essere collocati in diversi paesi europei è arrivato un tweet della ong tedesca. “Alle 18 abbiamo ricevuto un messaggio da Malta che diceva che non ci è permesso entrare nelle acque territoriali. Pertanto, non possiamo confermare ciò che è stato diffuso finora dai media”. Ovvero che il premier italiano, Giuseppe Conte, aveva annunciato la svolta: “Ho appena sentito al telefono il presidente Muscat: la nave della Ong Lifeline attraccherà a Malta“. La notizia del braccio di ferro fra gli Stati europei per l’accoglienza dei migranti era finito. Un caso su cui è intervenuto anche Papa Francesco che ha ricevuto il presidente francese Emmanuel Macron. Ma l’ok della Valletta, come aveva specificato era vincolato alla condivisione di responsabilità da parte anche di altri Paesi europei, che si impegnano ad accogliere i migranti a bordo. Italia, Francia, Portogallo, oltre alla stessa Malta hanno dato il via libera, Germania, Olanda e Spagna erano in fase di valutazione. Ed è forse in questa valutazione che, sembra capire, qualcosa si è inceppato. Manceherebbe il sì dei tre paesi, in particolare della Germania, con il ministro dell’Interno della Csu, Horst Seehofer, che ha lasciato intendere che “il governo Merkel non salterà per i migranti”. Inoltre, fonti maltesi hanno diramato una ricostruzione diversa della questione e hanno smentito che la situazione di impasse si sia sbloccata grazie all’incontro fra Conte e Macron, avvenuto alla Casina Valadier lunedì sera, prima della visita del capo di Stato francese al Papa. Secondo La Valletta il caso si sarebbe risolto grazie al confronto diretto fra Malta e le istituzioni europee. E, nella trattativa, sarebbe intervenuta anche Angela Merkel.

Diversa la versione italiana. “Con il Presidente maltese – aveva proseguito Conte – abbiamo concordato che l’imbarcazione sarà sottoposta a indagine per accertarne l’effettiva nazionalità e il rispetto delle regole del diritto internazionale da parte dell’equipaggio. Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull’immigrazione – secondo cui chi sbarca sulle coste italiane, spagnole, greche o maltesi, sbarca in Europa -, l’Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo della Lifeline, con l’auspicio che anche gli altri Paesi europei facciano lo stesso come in parte già preannunciato”.

Malta: “Ci sono già Paesi disponibili ad accogliere migranti” – Una prospettiva già anticipata poche ore prima da una nota del governo maltese. “Vogliamo evitare un’escalation della crisi umanitaria attraverso una condivisione di responsabilità da parte di alcuni stati volenterosi”, c’era scritto nel comunicato, nel quale si ricordava che il Paese ha guidato gli sforzi diplomatici delle ultime 48 ore per trovare una soluzione al caso, “provocato dalle azioni del capitano che ha ignorato le istruzione date sulla base delle regole internazionali dalle autorità italiane”. Capitano sul quale Malta ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. In un comunicato stampa, il governo maltese ha parlato di sei Stati coinvolti nell’accordo di spartizione dei migranti ma secondo quanto scritto dal Times of Malta, quattro Stati dell’Ue – Italia, Malta, Francia e Portogallo – hanno confermato di essere disposti ad accogliere parte dei migranti salvati dalla nave Lifeline, mentre altri tre paesi – Germania, Paesi Bassi e Spagna – stanno ancora “valutando” il caso.

Macron: “Lifeline ha agito contro ogni regola”
E sempre fonti vicine al governo Muscat avevano specificato che almeno 5-6 paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna e Malta sarebbero stati disponibili a ricevere i migranti della Lifeline. Il negoziato, condotto dallo stesso premier col sostegno di Tusk e Juncker e verso il quale “ci sono passi avanti”, sarebbe per ora limitato a questo singolo episodio, ma sarebbero in corso ulteriori trattative per il breve-medio termine. La Francia che oggi si era proposta come risolutrice nella vicenda Lifeline, per Salvini “fino ad oggi ha parlato ma ha combinato poco” e, a margine dell’Assemblea di Confartigianato all’Eur il vicepremier, ribadendo che “le ong non toccheranno più un porto italiano”, ha sottolineato che “quel gentiluomo di Macron“, oggi in visita a Roma, “sarà sicuramente in grado di accogliere tutti quelli che scappano. In searata proprio Macron ha rilasciato dichiarazioni in scia a quelle del governo italiano: “Lifeline ha agito contro ogni regola” e ha “fatto il gioco dei trafficanti” salvando centinaia di migranti al largo delle coste della Libia la scorsa settimana. “Non possiamo accettare in modo permanente questa situazione”, ha aggiunto ribadendo che la Francia è fra i Paesi che accetteranno alcuni migranti.

Toninelli risponde a Salvini: “Guardia costiera è autonoma” – Intanto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha ribadito la linea dell’Italia: “Mi sembra scontato che se la nave Lifeline dovesse approdare in Italia debba essere sequestrata, ho dato mandato alla Guardia Costiera di intervenire”, ha dichiarato Toninelli a Radio Anch’io. “Poi se ci sarà un magistrato che voglia fare indagini ulteriori non spetta a me”. Il ministro ha quindi spiegato che “se dovesse sbarcare in Italia chiederemmo agli altri Paesi europei di ricollocarli”, poi ha specificato che l’Italia continuerà a salvare vite, ma la Guardia costiera italiana non può entrare in acque libiche. “La Guardia Costiera opera in condizioni di autonomia tecnico-giuridica, per cui non devo essere io a dire se deve rispondere oppure no agli Sos. La Guardia Costiera non può intervenire nelle acque libiche. Negli ultimi anni, anche per colpa delle scelte dei governi che ci hanno preceduto, la nostra Guardia costiera era costretta a intervenire su ‘chiamata’ delle navi ong o, addirittura, dai gommoni dei trafficanti“. E ai microfoni di Radio Anch’io ha concluso: “Noi non faremo morire nessuno. In caso di pericolo, come prescrive il diritto, la Guardia Costiera continuerà a intervenire, non servirà un mio ordine. La mia linea è la stessa del ministro Salvini con cui mi sento ogni giorno. La nostra è una battaglia comune“. Parole che precisano le dichiarazioni di ieri del vicepremier leghista, che in conferenza stampa ai giornalisti aveva detto come la competenza decisionale in merito alla Guardia Costiera fosse sua. Ma, come ha specificato lui stesso, sua non è. “Sono sempre d’accordo con Toninelli”, ha ribadito poi il vicepremier all’uscita dall’assemblea di Confartigianato.

Macron a Sant’Egidio – Prima di arrivare in Vaticano – con un ritardo di 23 minuti – il presidente francese Macron aveva incontrato il presidente della comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, con una delegazione della comunità a palazzo Farnese. “Non siamo entrati in questioni politiche strette tra Italia e Francia, ma ci e stata espressa dal presidente Macron la volontà di risolvere i problemi legati ai flussi dei migranti a livello europeo”, ha detto Impagliazzo. “Abbiamo parlato delle soluzioni per la stabilizzazione dell’Africa, dello sviluppo dei paesi africani, di un piano di educazione che permetta agli africani di rimanere a casa e lavorare per lo sviluppo dei propri paesi. C’è stata consonanza con Macron su questi temi. Abbiamo sottolineato il valore dell’accordo tra Etiopia ed Eritrea. Abbiamo ringraziato il presidente per aver menzionato i corridoi umanitari come modello di immigrazione legale soprattutto per persone che hanno bisogno di protezione umanitaria. Questi canali presenti in Italia, Francia, Belgio e Andorra andranno allargati quando ci saranno crisi umanitarie, come quella siriana che purtroppo non accenna a diminuire”. E proprio Macron, ha continuato Impagliazzo, “ha menzionato i corridoi umanitari come un modello della politica di immigrazione legale, soprattutto per le persone che hanno bisogno di protezione umanitaria”.

L’attracco a Pozzallo della Maersk – Si è invece risolta la vicenda della nave portacontainer danese Alexander Maersk – ferma da venerdì scorso davanti alle coste ragusane con 108 migranti – attraccata nella notte nel porto di Pozzallo. Nella serata di lunedì, infatti, era arrivato il via libera all’approdo da parte del ministero dell’Interno, con soddisfazione del sindaco della città Roberto Ammatuna che aveva fatto appello proprio a Salvini chiedendo l’autorizzazione per motivi umanitari. I 108 migranti, prima di essere trasferiti sul cargo danese, erano stati tratti in salvo proprio dalla Lifeline