Un milione di euro sequestrati al Palermo Calcio. È quanto chiesto e ottenuto dalla procura del capoluogo siciliano nell’ambito dell’inchiesta per falso in bilancio e riciclaggio sui conti della società rosanero negli anni 2013-2016. Sotto inchiesta era finito l’ex presidente rosanero Maurizio Zamparini, per il quale circa un mese fa la procura aveva chiesto l’arresto, respinto però dal gip. E poi il figlio dell’imprenditore friulano, la segretaria e altri cinque professionisti legati a Zamparini.

Adesso, invece, gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati l’attuale presidente della società, Giovanni Giammarva: è accusato di aver ostacolato l’operato delle Covisoc, l’autorità che vigila sull’equilibrio contabile dei club.

Secondo i pm Dario Scaletta, Andrea Fusco e Francesca Dessì il Palermo fino al 2018 avrebbe ottenuto le certificazioni sui bilanci grazie a comunicazioni non del tutto esatte. In questo ambito rientrerebbe il ruolo del presidente Giammarva, che per la procura ostacolato l’esercizio delle funzioni dell’autorità pubblica di vigilanza, reato contestato anche a  Zamparini. I pm avevano chiesto il sequestro di oltre 50 milioni di euro, ma il gip Fabrizio Anfuso ha deciso di sequestrare solo un milione alla società.

Nei mesi scorsi, la procura aveva anche depositato un’istanza di fallimento del club rosanero, che però è stata respinta dal tribunale il 29 marzo scorso. La squadra aveva potuto così continuare a giocare nel campionato di Serie B, terminato con la contestata sconfitta nella finale play off contro il Frosinone.

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