Il 21 giugno è uscito un rapporto della Federazione europea trasporto e ambiente, con il titolo Auto elettrica: investimenti e nuovi posti di lavoro in Cina. E l’Europa? La sostanza del rapporto è che l’Europa sta rischiando di perdere un’occasione storica per utilizzare le nuove tecnologie del trasporto elettrico per mantenere uno dei suoi punti qualificanti, quello della leadership mondiale nel campo della sostenibilità e l’energia rinnovabile. Per non parlare dei posti di lavoro che si potrebbero creare nella nuova industria.

Purtroppo, l’industria europea degli autoveicoli si è persa nelle nebbie del diesel – e ora ne sconta le conseguenze. A parte gli scandali e gli imbrogli, ci ritroviamo con l’aver investito in una tecnologia inquinante e obsoleta che dovrà essere abbandonata il prima possibile nell’ottica di una riduzione delle emissioni. La Cina, invece, ha visto le possibilità generate dalla rivoluzione del trasporto elettrico, investendo risorse nelle tecnologie e promuovendo il mercato dei veicoli elettrici con incentivi governativi. Dal rapporto, leggiamo che “Nell’ultimo anno la Cina ha investito 21,7 miliardi di euro nella produzione di veicoli elettrici (Ev), mentre l’Europa solo 3,2. (…)La politica cinese in materia di veicoli puliti – il ‘mandato per i veicoli a energia nuova’ – prevede che i costruttori di automobili ottengano crediti per la produzione di veicoli elettrici equivalenti al 10% del mercato complessivo delle autovetture nel 2019 e al 12% nel 2020″.

Sono obbiettivi ambiziosi, ma ottenibili anche in Europa se abbiamo voglia di impegnarci in un programma serio di promozione delle nuove tecnologie. I vantaggi dei veicoli elettrici, in effetti, sono molteplici:

1. I veicoli elettrici riducono enormemente l’inquinamento urbano. I motori elettrici non emettono particolato né gas dannosi per la salute, come idrocarburi, ossidi di azoto, monossido di carbonio o metalli pesanti.

2. I veicoli elettrici sono complessivamente più efficienti dei veicoli con motori a combustione interna. Secondo un recente rapporto della Union of concerned scientists, tenendo conto delle emissioni alla centrale, si può calcolare che le emissioni di gas serra di un veicolo elettrico durante il suo ciclo di vita su 200mila km sono meno della metà di quelli di un veicolo convenzionale. Un veicolo elettrico alimentato da energia rinnovabile emette zero gas serra.

3. I veicoli elettrici sono parte integrante della grande “transizione energetica” verso le rinnovabili. Sono in primo luogo uno stimolo verso un uso sempre maggiore di energia rinnovabile, mentre le loro batterie offrono la possibilità di agire come sistemi di stoccaggio per compensare la variabilità della produzione di energia solare ed eolica.

4. I veicoli elettrici sono un occasione per rivitalizzare un’industria ormai in decadenza, quella dei veicoli stradali, creando nuovi posti di lavoro in Europa non solo per produrre veicoli nuovi, ma anche retrofittare con motori elettrici quelli esistenti.

5. I veicoli elettrici sono semplici, robusti e di lunga durata. Queste caratteristiche li rendono particolarmente adatti all’altra rivoluzione in corso, quella dei veicoli condivisi, che ci permetterà di liberare in gran parte le nostre intasate dall’invasione di scatole di metallo che le rendono invivibili.

Nota: Transport and the environment è la Federazione europea trasporto e ambiente con sede a Bruxelles. Conta circa 56 membri in tutta Europa fra gruppi no profit (da Wwf France a Nabu in Germania), che hanno come scopo la mobilità sostenibile, la qualità dell’aria, l’ambiente e/o la sicurezza dei trasporti.