“La campagna negativa delle ultime settimane sulla produzione di Billy Elliot ha fatto crollare la vendita di biglietti in modo considerevole”. L’annuncio arriva da Szilveszter Okovacs, direttore dell’Opera nazionale ungherese, che al giornale online ungherese 444.hu spiega di avere dovuto annullare 15 rappresentazioni del musical a Budapest a seguito di una campagna mediatica omofoba.

Ispirato al film del registra britannico Stephen Daldry del 2000, il musical è ambientato in una città del nord dell’Inghilterra negli anni ’80 e racconta la storia di un adolescente di estrazione sociale modesta che sceglie di dedicarsi alla danza classica anziché alla boxe, diventando una stella. Ad attaccare il musical il giornale Magyar Idok, vicino al governo ultraconservatore del premier Viktor Orban. Il quotidiano, in particolare, ha affermato che il musical rischiava di trasformare i piccoli ungheresi in “omosessuali”.

In un articolo sul musical pubblicato il 1° giugno, il giornale scriveva che “la propagazione dell’omosessualità non può essere un obiettivo nazionale quando la popolazione sta invecchiando e sta diminuendo e il nostro Paese è minacciato da un’invasione”. Le campagne di carattere omofobo si sono moltiplicate nelle ultime settimane in Ungheria. Martedì il settimanale Figyelö, anche questo vicino a Orban, aveva pubblicato una lista di nomi di ricercatori dell’Accademia ungherese delle scienze accusati di lavorare sui diritti degli omosessuali.

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