L’impiegato del catasto da posizione lavorativa è divenuto nell’immaginario una dimensione sociologica, il luogo in cui le nostre ambizioni si riducono fino ad appiattirsi, l’ufficio dove la burocrazia esprime tutta la sua perfidia o la sua pigrizia. Detto che, viste le nuove e più amare condizioni del lavoro, in tanti farebbero oggi salti di gioia per ottenerlo, desta comunque discreto stupore che l’ex premier spagnolo Mariano Rajoy, dopo trent’anni di politica e di potere di cui gli ultimi sette all’apice del comando e del governo, abbia scelto di tornare da dove era partito: nell’ufficio del catasto di Santa Paola, Alicante, una cittadina di 35mila abitanti.

La scelta di Rajoy, che dice di essere sempre stato innamorato del suo lavoro, merita l’applauso perché tradisce il plotone degli immarcescibili, degli eterni, dei viziosi del potere immobile e definitivo. E lo tradisce non per un lavoro da jet set: non va a dirigere una fondazione, non prende una cattedra universitaria, non fa l’opinionista, non diviene capitano di industria o scrittore. Va invece a dirigere un esausto ufficio periferico del catasto.

La scelta, in questo caso onorevole assai, conferma a noi che la vita è come il pan di spagna: orizzontale. Uno strato sull’altro. Finisce una e ne inizia un’altra. Se l’avessimo sempre in mente, eviteremmo tante magre figure, tante stupide ossessioni e delusioni e privazioni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Aiutiamoli a casa loro (seconda parte): i migranti e i nostri soldi. Chi ci guadagna e chi ci perde

next
Articolo Successivo

La destra e il popolo del così e così (perché essere di sinistra costa)

next