A Rostov il Mondiale del Brasile è cominciato contro la Svizzera e con la magia di Philippe Coutinho. Con negli occhi ancora la pessima prestazione della Germania, la squadra del ct Tite ha giocato un primo tempo da assoluta favorita della Coppa del Mondo. Un’illusione: dopo l’Argentina e i tedeschi, anche Neymar e compagni vengono fermati all’esordio. Gli elvetici pareggiano e mandano in tilt i talenti verdeoro: finisce 1-1. Il primo turno va verso la conclusione e in Russia ancora non c’è un padrone.

La Francia ha zoppicato e vinto grazie a Var e autogol, Spagna e Portogallo hanno mostrato pregi e difetti nel loro 3-3, Messi ha sbagliato un rigore, il Messico ha bucato Neuer. Tutti aspettavano il Brasile per trovare la prima certezza di questo Mondiale. Invece anche la Seleçao, per ora, è tutta qui, in un pareggio che la Svizzera ha ampiamente meritato. Nel tiro a giro che disegna la traiettoria perfetta e si insacca dopo aver toccato il palo, uscito dal piede destro di Coutinho, c’è tutto il potenziale della squadra allenata da Tite. Ma cotanta qualità non produce nient’altro.

Il ct Petkovic lo capisce e nel secondo tempo gli elvetici si convincono che possono pure giocarsela. Il pareggio al 50′: angolo di Shaqiri, Zuber si libera di Miranda e segna con una zuccata. William, Paulinho, Neymar e Gabriel Jesus, tutti insieme, non riescano a replicare. Entrano pure Fernandinho, Renato Augusto e Firmino. Ma è un ripresa in cui il Brasile inciampa su stesso, si pesta i piedi e, a parte nel finale, non dà neanche la sensazione di essere così pericoloso. Una bestemmia, pensando a chi gioca lì davanti.

Fatto sta che dopo Messi, fallisce pure Neymar, specialmente se a punto di riferimento si prende la tripletta di Cristiano Ronaldo. In un Mondiale tutto può cambiare molto velocemente, e sarebbe ingiusto non sottolineare i meriti della Svizzera, come di Messico e Islanda. Ma, aspettando gli esordi di Belgio e Inghilterra, la Nazionale che fa stropicciare gli occhi ancora non si è vista.