Il rafforzamento del mercato comune europeo e dell’euro. E’ il punto di partenza di Paolo Savona, ministro per gli Affari europei del governo Conte e epicentro dello scontro istituzionale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i due partiti di maggioranza per la sua iniziale indicazione come ministro per l’Economia in una prima versione della squadra dell’esecutivo. “Due pilastri su cui si fonda l’Unione Europea sono il mercato comune e l’euro. L’uno implica l’altro. Noi chiediamo il rafforzamento di questi due pilastri al servizio dei cittadini europei. Questa iniziativa è pertanto una tappa indispensabile” dice Savona aprendo la Conferenza internazionale Cooperation Project 2 a cui partecipano 81 delegati di 27 Paesi. La conferenza è promossa dal Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Ue che opera al Dipartimento politiche europee e dal comando generale della Guardia di finanza.

Quella di Savona non è solo il debutto a livello internazionale, ma è anche la prima uscita tout court dopo giorni di silenzio, tanto che era diventato quasi un caso il fatto che non rispondesse mai ai giornalisti fuori da Camera e Senato. “Sono una persona di poche parole” aveva detto sorridendo in una di queste occasioni.

Nel suo saluto Savona ha spiegato che “le frodi sono una violazione delle regole di buon funzionamento del mercato comune ben noto agli economisti. Il mio collega al Mit di Cambridge, George Akerlof, ha vinto il Premio Nobel dell’economia principalmente per aver scritto nel 1970 un saggio breve sull’argomento (The market of Lemons). Le frodi sono un aspetto dei lemons (che è traducibile con “bidoni”). La lotta alle frodi è un compito indispensabile per quell’Europa ‘più forte e più equa’ che si prefigge di raggiungere il Governo di cui faccio parte. Grazie, quindi, per la vostra partecipazione e buon lavoro”. L’espressione “Europa più forte e più equa” è la stessa che Savona aveva scritto nella nota che aveva diffuso proprio la domenica in cui Mattarella rifiutò di firmare la sua nomina a ministro dell’Economia.