Si sono riuniti in una sorta di assemblea organizzata dal sindacato Usb i migranti della tendopoli di San Ferdinando quello avvenuto a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia, dove un bracciante agricolo del Mali Sacko Soumayla è stato ucciso con un colpo di fucile alla testa. Altri due migranti, invece, sono stati feriti. Ci sono stati alcuni momenti di tensione tra i migranti e le forze dell’ordine che li stanno scortando in una sorta di corteo che dalla tendopoli punta al Comune di San Ferdinando. “Salvini razzista” e “non siamo animali” urlano i migranti con in mano la foto del connazionale ucciso mentre cercava delle lamiere di alluminio per costruire una baracca nel ghetto a ridosso del porto di Gioia Tauro.

“A Salvini vogliamo dire che la pacchia è finita per lui, perché per noi la pacchia non è mai esistita; per noi esiste il lavoro. Sappiamo che in Calabria esiste gente che ricorda il proprio passato di migrante. Noi siamo lavoratori, italiani, africani, bianchi, neri e gialli. Abbiamo lo stesso sangue e vogliamo gli stessi diritti” ha detto Ababacur Sauomaoure dell’esecutivo nazionale Usb .”Dedichiamo questa giornata – ha aggiunto Sauomaoure – a Soumaila Sacko. È stata una giornata di sciopero alla quale hanno aderito anche i lavoratori del foggiano. Soumaila era un cittadino, un bracciante, aveva una figlia di 5 anni. Era impegnato nella lotta allo sfruttamento e lavorava per un salario di tre euro l’ora al giorno. Era un uomo, un lavoratore, un sindacalista. È stato assassinato”.

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri della Compagnia di Tropea per risalire all’autore dell’omicidio. I militari sin dalla notte tra sabato e domenica stanno eseguendo perquisizioni in tutta l’area alla ricerca della Fiat Panda bianca vecchio modello, a bordo della quale – secondo il racconto dei due feriti – è giunto l’uomo, di carnagione chiara che ha sparato quattro colpi di fucile caricato a pallettoni contro i tre migranti. Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica, avrebbero imboccato una pista precisa per individuare l’autore. I carabinieri hanno anche sentito alcune persone. Dopo essere stati feriti lievemente dai colpi, i due sopravvissuti hanno dato l’allarme, ma non avendo telefoni cellulari sono tornati a piedi a Rosarno (Reggio Calabria), distante una decina di chilometri da San Calogero, dove si sono recati dai carabinieri. I militari si sono recati quindi sul posto facendo intervenire il 118 che ha soccorso Sacko portandolo nell’ospedale di Reggio Calabria dove però è morto per una ferita alla testa.