Continua il braccio di ferro tra il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, e il presidente degli Stati Uniti. “Come affermato da numerosi legali, ho l’assoluto diritto di concedermi l’assoluzione, ma perché dovrei farlo se non ho fatto nulla di sbagliato? Allo stesso tempo, la caccia alla streghe senza fine, guidata da tredici democratici arrabbiati, continua in vista delle elezioni di medio termine” twutta Donald Trump che in un post successivo aggiunge: “La nomina del procuratore specialeè totalmente incostituzionale! Nonostante questo, stiamo al gioco perché io, a differenza dei democratici, non ho fatto nulla di sbagliato!”. Mueller aveva fatto sapere ai legali dell’inquilino della Casa Bianca sarebbe stato possibile un interrogatorio dopo gli ultimi sviluppi dell’indagine con relativa perquisizione degli uffici di uno degli avvocati. 


La polemica si è inasprita nelle ultime ore dopo la rivelazione del New York Times, secondo cui il team di legali del presidente, in una lettera dello scorso gennaio ha fatto presente a Mueller, che se Trump lo desiderasse, potrebbe mettere fine all’indagine e “perfino esercitare il potere di perdono“. “Se Donald Trump usasse il suo parere presidenziale di perdono per ‘autograziarsi’, le conseguenze politiche del suo atto potrebbero portare al suo impeachment” ha spiegato Rudolph Giuliani, in veste di avvocato del presidente, in una serie di interviste trasmesse nella tarda serata di domenica. Nella lettera, i legali di Trump sostenevano che il presidente non può ricevere mandati di comparizione, né essere incriminato. Alla domanda se il presidente abbia effettivamente il potere di autograziarsi, Giuliani, ex sindaco di Mew York, ha risposto, “probabilmente lo ha”. Ma le conseguenze politiche “sarebbero dure. Perdonare altre persone è una cosa, perdonare se stessi è un’altra”, ha detto l’avvocato del presidente. Successivamente, intervenendo in una trasmissione della Nbc, Giuliani ha chiarito ulteriormente, spiegando che l’ipotesi che Trump eserciti il potere di perdono presidenziale su ste stesso sarebbe “impensabile e probabilmente porterebbe immediatamente all’impeachment“. Giuliani ha poi aggiunto che non c’è alcun motivo per Trump di fare una cosa simile, poiché “non ha fatto nulla di sbagliato”.

Sempre Giuliani, in una intervista all’Huffington Post, aveva dichiarato che il presidente ipoteticamente avrebbe potuto sparare all’ex direttore dell’Fbi James Comey per fermare le indagini: ma anche il quel caso non potrebbe essere perseguito mentre è in carica: “I poteri del presidente sono così estesi che in nessun caso può essere costretto a comparire o essere messo sotto accusa”. La stessa tesi, appunto, sostenuta nella lettera segreta – svelata dal New York Times – che gli avvocati del presidente hanno inviato al procuratore speciale Robert Mueller che vorrebbe interrogare il tycoon. “Se nello Studio Ovale avesse sparato a Comey invece di licenziarlo – ha detto Giuliani – il presidente non sarebbe stato mai incriminato, ma piuttosto dovrebbe scattare l’impeachment il giorno dopo”. “Fate l’impeachment -aveva concluso quindi il legale – e poi potere fare al presidente quello che volete”.

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