In tour elettorale in vista delle amministrative del 10 giugno, dopo le dichiarazioni di ieri, Matteo Salvini in Sicilia torna sul tema dei migranti: “Non terremo una linea dura, ma di buon senso”. Il ministro dell’Interno a Catania, prima di una conferenza stampa col candidato a sindaco del centrodestra Salvo Pogliese, dice anche riferendosi ai naufragi con almeno 44 vittime tra Tunisia e Turchia: “Oggi altri morti in mare: il Mediterraneo è un cimitero. C’è un unico modo per salvare queste vite: meno gente che parta, più rimpatri. La vita è sacra e per salvarla bisogna evitare che salgano sulle carrette del mare. Da ministro farò di tutto, lavorando con quei governi, per evitare le partenze di quei disperarti che pensano che c’è l’oro in Italia. Non c’è lavoro per italiani, non c’e nulla di semplice. Al governo non ci sono né Batman né Robin”.

“Obiettivo è salvare le vite. E questo lo si fa impedendo le partenze dei barconi della morte che – ripete ancora il ministro – sono un affare per qualcuno e una disgrazia per il resto del mondo. Stiamo lavorando senza bacchette magiche per ottenere meno sbarchi, più espulsioni, più sicurezza e per bloccare e tagliare un enorme giro d’affari. Pregare e commuoversi non basta, lavoro perché tutti gli organismi internazionali si impegnino per fermare partenze, sbarchi e morti”. A una domanda sul Cara di Mineo il responsabile del Viminale risponde: “Tornerò a visitarlo, spero che sia l’ultima volta….”.

Il tema dei flussi migratori sarà sul tavolo martedì a Lussemburgo nella riunione dei ministri dell’Interno Ue, cui Salvini non parteciperà perché impegnato con il voto di fiducia in Senato. Tra i temi principali ci sarà la riforma di Dublino, ovvero il sistema d’asilo europeo che attualmente stabilisce l’assegnazione dei migranti al Paese di primo arrivo. “Il governo italiano dirà no alla riforma del regolamento e a nuove politiche di asilo perché condannano i Paesi del Mediterraneo a essere da soli, occorre ricontrattare in Ue” il dossier migranti, ha detto il vicepremier parlando dall’hotspot di Pozzallo (Ragusa), dove si è recato dopo il comizio di Catania. E a chi gli ricordava la solidarietà di Germania e Francia, il leader della Lega ha ribattuto: “Aspettiamo che passino dalle parole ai fatti”.

Nel frattempo il ministro trova il modo di puntare il dito contro la Tunisia: “E’ un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti“, ha detto Salvini interpellato sui casi di intemperanza, registrati nei centri di accoglienza, che avrebbero tra i protagonisti migranti tunisini – parlerò con il mio omologo tunisino”. I numeri del ministero dell’Interno dicono che gli arrivi dal Paese nordafricano sono aumentati: a fronte di una diminuzione dell’85% dei flussi dalla Libia, la Tunisia è balzata in vetta alla classifica dei Paesi d’origine dei migranti sbarcati in Italia nei primi mesi del 2018: 2.789 al 1° giugno secondo il cruscotto giornaliero del Viminale, davanti a etrirei (2.227) e nigeriani (958).

Il leader leghista spiega di essersi già messo al lavoro per contrastare il fenomeno sul fronte interno: “Basta alla Sicilia campo profughi d’Europa. Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere. Sono stato al Viminale e ho aperto diversi fascicoli ho scoperto che in Italia il costo di assistenza per i richiedenti asilo è il più caro d’Europa e i tempi di rilascio delle autorizzazioni i più lenti. L’Europa è lontana e da lì – ha aggiunto – arrivano novità dannose per l’Italia, ci daranno più immigrati. Spagna e Francia lasciano gli oneri a Italia. Daremo risposte concrete. Limitare sbarchi e aumentare le espulsioni significa salvare vite, lo dico semplice così lo capisce anche Saviano. Occorre chiudere il business della malavita sulla gestione migranti. La polizia sta facendo un grandissimo lavoro”. Dello scrittore e giornalista che ieri aveva commentato le sue parole da Vicenza sulle ong  Salvini replica: “Querelo raramente ma oggi lo faccio volentieri nei confronti del signor Saviano che non può permettersi di dire di me che ‘…qui si tratta di un uomo che vuole far annegare le persone‘”.

Al suo arrivo a Pozzallo il ministro è stato accolto da un cartello “Welcome refugees” esposto su un parasole da auto e posizionato da un piccolo gruppo che ha organizzato una protesta. “Da un ministro ci attendiamo toni e contenuti diversi, non esistono vice scafisti, non esistono migranti con il cellulare. Dobbiamo restare umani“, ha spiegato il portavoce dei manifestanti – circa una decina di persona – Giuseppe Cannella, psicoterapeuta che lavora con i migranti.

Prima Salvini e il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna hanno avuto un incontro: “Ho detto al ministro che Pozzallo vuole essere una città di accoglienza e legalità. Non ho condiviso le sue parole di ieri ma l’incontro è stato rassicurante”, spiega il sindaco, esponente del Pd. Sulla chiusura dell’hotspot Ammatuna spiega che non è competenza del Comune ma sottolinea: “Non penso che il ministro possa pensare di chiudere una struttura così fondamentale. Spero che l’interlocuzione virtuosa che c’era con Minniti continui ma il ministro mi è parso molto aperto”. In particolare dal sindaco è arrivata la richiesta di costruire più banchine per l’attività commerciale, visto che gli sbarchi e l’attività dell’hotspot hanno limitato l’uso di quelle esistenti. E, commentando le parole di oggi di Salvini, il sindaco rimarca: “La Sicilia non è un campo profughi d’Europa, qui ci sono spiagge piene e turisti“. Ammatuna è anche primario del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica, dov’era stato ricoverato il 22enne eritreo, arrivato in condizioni gravissime per malnutrizione, e poi morto.