Toglie l’impechment dal tavolo, ricorda che in Parlamento c’è una maggioranza e chiede di fare partire “quel governo” che i voti li ha. Le parole di Luigi Di Maio a Napoli sembrano confermare quanto filtra in queste ore dai palazzi del Parlamento a Roma. E cioè che nella Capitale non è affatto tramontata l’ipotesi di un governo politico della Lega e del Movimento 5 stelle. Per tutta la giornata esponenti del M5s hanno incontrato Giancarlo Giorgetti ed altri dirigenti del Carroccio. Oggetto: trovare una strada per uscire dalla crisi istituzionale tornando a provare la carta di un esecutivo politico. Trattative in corso dunque ma è un mistero su come si evolveranno nelle prossime ore.

Di Maio ritratta la linea dura col Colle – Di sicuro è che Luigi Di Maio, arrivato nella città campana per il comizio di piazza con i sostenitori M5s, ha ritrattato la linea dura tenuta nelle ultime ore contro il Quirinale. “Siamo pronti a rivedere la nostra posizione, se abbiamo sbagliato qualcosa lo diciamo, ma ora si rispetti la volontà del popolo perchè noi l’Italia la vogliamo salvare. Un maggioranza c’è in parlamento, fatelo partire quel governo, basta mezzucci perchè di governi tecnici e istituzionali non ne vogliamo”, dice il capo politico del M5s che si scopre disponibile “a collaborare con il presidente della Repubblica per risolvere la crisi”. E l’impechment a Sergio Mattarella? “Non è più sul tavolo” perché “Matteo Salvini non lo vuole“.

“Una maggioranza c’è. Parta il nostro governo” – Insomma, anche se resta la delusione e l’amarezza contro quegli “apparati” che hanno bloccato l’esecutivo Lega-M5s, sono scomparsi i toni di attacco al presidente della Repubblica. “Il governo del cambiamento”, ha detto il capo politico 5 stelle, “poteva essere una grande occasione anche per rassicurare i mercati. Noi siamo a disposizione con una soluzione ragionevole ma coerente con quello che abbiamo fatto finora”. Quanto a disposizione? “Una maggioranza in Parlamento c’è, si faccia un governo senza ricorrere a mezzucci. Noi siamo pronti a collaborare con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma sempre attraverso un percorso coerente con le nostre idee”, dice il capo politico del M5s.

Meloni: “No voto. Incarico a Lega-M5s. Anche Fdi in maggioranza” – Parole che trovano la sponda, in serata, di Giorgia Meloni, che su facebook lancia un appello a Mattarella. “Una maggioranza in Parlamento c’è, ed è formata da M5s e Lega. Era pronta a fare un governo e aveva stipulato un contratto di governo. Noi siamo stati critici però arrivati a questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza con FdI, perché crediamo che bisogna fare tutto quello che c’è da fare in questo momento per tirare fuori l’Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi. Presidente, ci rifletta perché non avremo molto altro tempo”,  scrive la leader di Fratelli d’Italia.

Una giornata tre scenari – Solo poche ore prima il premier incaricato Carlo Cottarelli è stato a colloquio con Mattarella per parlare della lista dei ministri e, invece di uscire dando l’annuncio dell’intesa raggiunta, ha rimandato il tutto a un secondo colloquio per il 30 mattina. Nel frattempo sono aumentate  le pressioni dei partiti per andare al voto a fine luglio, evitando di far insediare il nuovo governo. Ma per il momento la situazione rimane in sospeso: nel pomeriggio una delle ipotesi era che i parlamentari si astenessero per far partire l’esecutivo di minoranza e poi decidere la data del ritorno alle urne.

M5s: “Stop impeachment. Collaborazione” – Intanto, però, il dialogo tra il M5s e la Lega non è mai finito. Solo ieri Di Maio ha incontrato Salvini per discutere di come fare partire le commissioni parlamentari. E se il fallimento del governo gialloverde domenica scorsa aveva spinto Di Maio ad annunciare prima l’impeachment per il capo dello Stato e poi una mobilitazione di piazza pacifica per il 2 giugno, oggi Salvini, al contrario delle attese, non ha cavalcato i toni alti del leader del Movimento 5 stelle. “Chi insulta e minaccia Mattarella non fa parte del futuro del mio Paese”, ha detto il leader della Lega.In serata, quindi, ecco che Di Maio ha fatto marcia indietro: “Per quanto riguarda l’impeachment prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone ma purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza”. Quindi nuova apertura di credito al Colle: “Riconosco che questa è una situazione veramente difficile. Fermo restando la volontà di andare a votare il prima possibile, resta la disponibilità a collaborare con il presidente Mattarella mantenendo una posizione coerente ma collaborativa per riuscire a risolvere quella che è l’attuale crisi che stiamo vivendo. Volevamo fare un governo del cambiamento anche per rassicurare i mercati non ci è stato permesso e ciò ha creato grossi problemi, perché lo spread sta salendo e le borse non stanno andando bene. Una crisi che non abbiamo generato noi“. E ha continuato: “Il governo del cambiamento poteva essere una grande occasione anche per rassicurare i mercati. Noi siamo a disposizione con una soluzione ragionevole ma coerente con quello che abbiamo fatto finora”. Che soluzione regionevole e coerente? Al momento non è dato sapere.