“L’asfalto di Roma? I ciclisti sono abituati a correre in condizioni peggiori”. La frase, riportata a IlFattoQuotidiano.it dal presidente della Commissione capitolina Sport, Angelo Diario, sarebbe stata pronunciata dagli organizzatori del Giro d’Italia durante l’ultimo sopralluogo sul tracciato dell’ultima tappa della corsa rosa a Roma, avvenuto lunedì 21 maggio. Un’affermazione che ora rischia di diventare un vero e proprio giallo. Già, perché dopo la “figuraccia in mondovisione” – come e’ stata definita da molti esponenti politici nazionali – che ha portato all’azzeramento (in termini di punteggio) della passerella romana, adesso nella Capitale è iniziato non solo lo scaricabarile, ma anche il rimpallo di accuse.

Resta certo che gli organizzatori abbiano dato il loro via libera alla tappa non una ma tre volte: a gennaio, a marzo e, infine, questa settimana. La frase – non confermata da Rcs Sport ma riportata anche da fonti della Polizia Locale presenti al giro di ricognizione – farebbe il paio con un’e-mail inviata sempre ai vigili urbani capitolini in cui si dava il sostanziale ok al tracciato e dove si rimarcano la presenza di sole tre strade critiche, ovvero via Sistina, piazza Venezia e via Terme di Caracalla. Un “per noi va bene così” evidentemente non avallato dai corridori, che dopo i primi giri hanno chiesto che la tappa non fosse valida per la classifica finale.

Ciò non toglie che in questi ultimi giorni il Campidoglio abbia ingaggiato un’improba corsa contro il tempo per riparare alle evidenti voragini che caratterizzano tutta la città. Il 23 maggio la Polizia locale e il Dipartimento Lavori Pubblici hanno eseguito nuovi sopralluoghi da cui sono emerse diverse criticità rispetto allo stato del manto stradale. E infatti fino alle ore immediatamente precedenti lo start, personale e mezzi di Roma Capitale sono stati impegnati a riasfaltare di sana pianta intere strade, come via del Corso. Uno sforzo pressoché inutile, come abbiamo visto, anche perché i rattoppi non hanno evitato di eliminare quegli avvallamenti che per la carovana possono essere fatali, specie ad alta velocità. “Le strade di Roma sono queste – ha detto Diario – il bello e il brutto del centro di Roma sono i sampietrini. Questo è l’itinerario che è stato scelto, non è la classica passerella ma un percorso impegnativo e molto avvincente per chi assiste. Il circuito era noto ed è stato continuamente monitorato”.

C’e’ da dire che anche in occasione del gran premio di Formula E il manto stradale dell’Eur non era apparso impeccabile, ma stavolta le difficoltà sono state maggiori. A differenza della kermesse motoristica, questa volta è stato il Comune di Roma a pagare – circa 100mila euro, un quinto di quanto spende di solito Milano – per ospitare l’ultimo atto della corsa rosa e, ovviamente, l’organizzazione non ha contribuito (a differenza della Fia) per il restyling dei luoghi. Insomma, un investimento d’immagine che, comunque, l’assessore allo Sport Daniele Frongia difende, minimizzando le “strumentalizzazioni”. “Ho parlato con gli organizzatori – spiega a IlFattoQuotidiano.it – che sono più che soddisfatti e si è già parlato delle prossime edizioni. La tappa di Roma è stata un successo e la cittadinanza ha risposto con entusiasmo all’evento”. E la decisioni di neutralizzare i tempi? “Come già successo in altre occasioni, è stata prettamente sportiva – continua l’assessore – Tutto quello che è stato dichiarato è chiaramente frutto della voglia di screditare in malafede la città, quando invece Roma sta dimostrando a tutti la propria affermazione quale leader negli eventi sportivi.

Intanto, su Virginia Raggi si è scatenato un fuoco di fila di polemiche. In primis dal Pd e da Forza Italia, che ne chiedono le dimissioni, ma addirittura dalla Lega, con la deputata Barbara Saltamartini che su Facebook scrive: Da caput mundi a capitale mondiale delle brutte figure: con il pasticcio dell’ultima tappa del Giro d’Italia, con le buche e il pessimo stato del manto stradale che hanno ‘accorciato’ la corsa, l’amministrazione Raggi si conferma un fallimento totale. Roma non merita questo”. E pensare che solo pochi giorni fa, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, diceva “a Roma non ci sono buche, o almeno non da dove parlo io”.