Dedicata ad Alfie Evans, si è svolta oggi l’ottava Marcia per la Vita la manifestazione antiabortista che ha portato migliaia di persone da tutta Italia a sfilare nel centro di Roma.
In testa del corteo anche Giorgia Meloni presidente di Fratelli d’Italia “La marcia di oggi è dedicata ad Alfie Evans il bambino al quale abbiamo fatto avere la cittadinanza italiana perché i suoi genitori fossero liberi di continuare a curarlo al Bambin Gesù a Roma perché rifiutiamo una società che decide deliberatamente di non curare un neonato contro la volontà dei genitori”.  I manifesti che paragonavano l’aborto al femminicidio tolti dalla Raggi? “Penso che ognuno sia libero di esprimere la propria opinione – afferma la Meloni – non esiste la censura di Stato e qualcuno deve dire al sindaco Raggi che non è che se uno diventa sindaco può liberamente stabilire chi possa o non possa dire qualcosa sui muri della città al di là dei contenuti dei manifesti”.

In rappresentanza del sindaco di Verona anche il consigliere comunale e deputato della Lega Vito Comencini. “Condividiamo i valori di questa marcia in favore della vita fin dall’inizio quindi anche contro l’aborto”. Foto di feti abortiti cartelli che dicono “la vita è sacra” e che denunciano che ci sono stati oltre 5 milioni di aborti dal 1978 ad oggi oltre al manifesto che afferma che “L’aborto è la prima causa di femminicidio”, fatto rimuovere dai muri della Capitale dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, sono i grandi protagonisti della manifestazione. “L’aborto è un omicidio” dicono i manifestanti. Moltissimi prelati e gruppi religiosi partecipano alla marcia tra cui mons. Luigi Negri Arcivescovo di Ferrara e Comacchio e il Cardinale Raymond Burke entrambi noti per rappresentare la corrente più tradizionalista della Chiesa e spesso in disaccordo con Papa Francesco.
La marcia si è tenuta a pochi giorni dal quarantesimo anniversario della promulgazione della legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia nel 1978.