Il video scabroso? “Mi dipingono come una porno star, come se fossi Rocco Siffredi. Ma dov’è questo video? La verità è che non esiste, è una bufala come al solito per denigrare la mia omosessualità”. Il sostegno di Confindustria al suo governo? “È vero, ho fatto un accordo politico con loro nel 2012: ma è reato fare alleanze politiche con Confindustria? E come la mettiamo allora con i ministri espressione del mondo industriale nei governi a Roma?”. I finanziamenti in nero alla sua campagna elettorale? “Mai presi”. I favori ad Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro? “Mai fatti”. Dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta sull’ex dominus dell’antimafia siciliana, Rosario Crocetta risponde punto su punto alle accuse.

La procura di Caltanissetta indaga l’ex governatore della Sicilia per er finanziamento illecito dei partiti e concorso in associazione a delinquere finalizzato alla corruzione nell’ambito dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l’ex presidente di Confindustria Sicilia. Nell’avviso di garanzia notificato a Crocetta si parla di un “video scabroso” di cui sarebbe stato protagonista e la cui diffssione sarebbe stata impedita dallo stesso Montante. “È falso come falsa è stata la notizia dell’intercettazione in cui avrei sentito le frasi contro Lucia Borsellino”, dice l’ex presidente della Sicilia.  “Vengo messo in mezzo a una vicenda che non mi riguarda, la verità è che c’è stato uno scontro interno a Confindustria in Sicilia, ma sono fatti che attengono all’associazione non a me”, dice Crocetta che si riferisce allo scontro tra Antonello Montante e Marco Venturi, uno dei testi chiave dell’indagine e grande accusatore dell’ex presidente di Sicindustria, dopo essergli stato per otto anni a fianco durante la “svolta” dell’associazione nella lotta alla mafia, che per i pm sarebbe stato un grande bluff messo in piedi da un “sistema di potere“.

Di finanziamenti elettorali si parla nell’invito per la presentazione di persona sottoposta a indagine inviato dalla procura nissena alll’attuale presidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro. Nell’atto istruttorio risultano indagati, oltre a Montante e lo stesso Crocetta, gli ex assesori regionali Linda Vancheri, Mariella Lo Bello e l’ex presidente dell’Irsap Maria Grazia Brandara. E poi gli imprenditori Carmelo Turco, Rosario Amarù e Totò Navarra. L’accusa è associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, abuso d’ufficio finanziamento illecito ai partiti. Montante, Turco, Amarù, Navarra e Catanzaro avrebbero finanziato la campagna elettorale di Crocetta, nel 2012, versando ciascuno circa 200 mila euro.  “Io non ho mai preso fondi neri per la mia campagna elettorale, in genere servono per comprare voti e io non ho mai pagato nessuno in vita mia. I contributi che ho ricevuto, roba da 5mila euro, sono arrivati da imprese di Gela, tutto tracciabile e in regola con la legge. Se poi queste imprese aderivano a Confindustria non lo so, so invece che Sicindustria non mi ha dato un euro”, si difende Crocetta.

La procura, però, ipotizza anche altro. Secondo l’accusa Crocetta, su richiesta di Montante, ha nominato assessore regionale alle Attività produttive Vancheri e poi Lo Bello e commissario Irsap Brandara. Vancheri e Lo Bello – scrivono sempre i pm – avrebbero quindi consentito a Montante di ottenere finanziamenti per imprese sue o a lui vicine. Lo Bello e Brandara avrebbero anche costretto il dirigente generale del loro assessorato, Alessandro Ferrara, a redigere atti contro Alfonso Cicero, ex commissario Irsap, e l’ex assessore Marco Venturi e a presentare denunce contro di loro. Turco e Amarù, invece, avrebbero ottenuto illecitamente appalti negli stabilimenti Eni tramite Crocetta e Montante. Catanzaro, sempre secondo i pm, avrebbe ottenuto appalti nel settore rifiuti attraverso Crocetta. Navarra avrebbe ottenuto illecitamente appalti nel settore delle pulizie in enti pubblici attraverso l’ex presidente della Regione. Che però nega: “Non ho mai fatto favori a Montante e a Catanzaro, anzi: fu il mio governo a bloccare l’operazione di vendita dell’Ast alla Jonica trasporti dove Montante era socio, fu pure condannato a pagare le spese legali. E fui io a fare chiudere per tre mesi la discarica di Siculiana di Catanzaro perché non si adeguava alle prescrizioni durante l’emergenza rifiuti, creandogli un danno per 10 milioni di euro”.