Dico la verità: ero un po’ prevenuto di fronte all’idea di sorbirmi una lezione di Recalcati in tv. Il tema poi, quello della madre, non mi lasciava presagire nulla di buono. Pensavo a quanto sarebbero state ancor più fastidiose in forma televisiva le fumisterie lacaniane, le applicazioni degli archetipi psicanalitici alla politica che il nostro ci ammannisce spesso e volentieri sulle pagine di Repubblica. Invece mi sono dovuto ricredere, questo Lessico famigliare ha il suo perché.

Un inizio strepitoso con una sequenza di un vecchio film tv di Gianni Bongioanni e un finale, che fa da introduzione alla prossima puntata, sempre costruito su immagini di repertorio, altrettanto bello. In mezzo scelte interessanti come le citazioni di film importanti e la testimonianza sincera e profonda di Carla Signoris, accanto a soluzioni più prevedibili. La storia del Re Salomone che risolve il dubbio sulla vera maternità, qui affidata alla lettura di Anna Bonaiuto, la sento da quando facevo le elementari. Le spiegazioni di Recalcati a volte colpiscono per originalità, altre volte si perdono nell’ovvio e nella tautologia. La messa in scena che alterna inquadrature del palcoscenico ai primi piani del pubblico è sobria e lineare, ma quando arriva la serie delle domande degli spettatori-allievi non può nascondere una certa artificiosità scolastica con i ragazzi più bravi e un po’ secchioni che intervengono.

Ovviamente si dirà che con quello che passa il convento, in un paese in cui Il grande fratello batte di gran lunga la serata organizzata più che dignitosamente da Rai 1 per il quarantennale della morte di Aldo Moro, di fronte a programmi come Lessico famigliare c’è solo da leccarsi i baffi. Ed è vero, tanto che sui social ho trovato un tripudio di commenti entusiastici per questa televisione che ritrova contenuti importanti e un livello stilistico che sembrava perduto.

Insomma, dalla proposta di Recalcati c’è solo da imparare, non solo la lezione di psicanalisi ma anche quella di televisione. Mi resta solo il solito piccolo dubbio: non è che questi contenuti importanti e questo stile esemplare, proposti in una seconda serata, finiscono in pasto a coloro che queste cose già le conoscono e questo stile già lo sanno apprezzare? Mentre gli altri continuano a godersi Il grande fratello. Ma capisco anche che di questo problema non si può chiedere conto a Recalcati e neanche a Rai 3, che l’esperimento l’hanno tentato.