“La Lega sapeva da settimane che avremmo potuto decidere insieme un presidente del Consiglio dei Ministri per far partire un governo M5S-Lega, quindi che Di Maio volesse fare il premier era evidentemente una scusa”. Così Luigi Di Maio in sala stampa alla Camera dei deputati risponde alle domande dei cronisti.  “Questa mattina – afferma il capo politico M5S – dopo l’ultima proposta fatta da me, il centrodestra si ostina a volersi presentare in parlamento per trovare i voti per un governo dl centrodestra, ma non hanno i numeri, è un incarico che probabilmente non avranno mai, cioè Salvini sta chiedendo un mandato per sostenere il proprio governo sui cambi di casacca e i voltagabbana”. Di Maio conferma la data ipotizzata con il segretario della Lega per il ritorno alle urne: “Per noi, l’ho detto già a Salvini, si può andare a votare nella prima data utile: l’otto luglio e poi deciderà il Presidente della Repubblica, ma per noi oggi inizia la campagna elettorale per dire ai cittadini che gli altri partiti hanno pensato per due mesi solo ai propri interessi personali, invece che agli interessi del Paese. Abbiamo ottenuto il 33% alle ultime elezioni, oggi siamo dati al 35 e possiamo arrivare al 40% e governare da soli – spiega Di Maio, che aggiunge – nessuno si è seduto al nostro tavolo per risolvere i problemi, ed è chiaro che se c’è una paralisi nessuno potrà dire che è responsabilità nostra. Berlusconi e Renzi saranno quelli che pagheranno di più le conseguenze del voto anticipato a luglio, voto che chiediamo ufficialmente e con la Lega c’è già una maggioranza parlamentare che è d’accordo per tornare a votare”. Sarà ancora lui il candidato premier M5S in caso di ritorno al voto? “Mi auguro di sì”. E sul limite dei due mandati, Di Maio esclude che possa scattare: “La legislatura non è neppure iniziata”