Alcuni anziani di una casa di riposo, stando a quanto riferito dallo staff, si sono lamentati del colore della sua pelle. Per questo lei non ha ottenuto il posto. Ora un noto imprenditore di Firenze ed ex assessore della giunta comunale di Matteo Renzi, Massimo Mattei, le offre un lavoro: “Se vorrà venire a Firenze sarò ben lieto di prenderla con me a lavorare”, scrive Mattei su Facebook. La proposta è per Fatima Sy, la senegalese di 40 anni che è stata respinta da un ospizio di Senigallia ufficialmente a causa delle proteste di alcuni ospiti. “Fin da ora mi metto in contatto con la prefettura di Ancona per dare a lei un’opportunità. Al razzismo si dice no. Sempre”, continua l’imprenditore. Sulla vicenda, intanto, il Garante regionale dei diritti delle Marche ha annunciato che avvierà un’istruttoria.

Massimo Mattei, oltre a essere impegnato nel settore dell’assistenza agli anziani, è stato assessore comunale con delega a Mobilità, manutenzioni e decoro della giunta di Firenze a guida renziana, prima di dimettersi nel 2014. “Fatima è una donna senegalese di 40 anni con due figli”, ha esordito nel post pubblicato sul suo profilo Facebook. “Entra a lavorare in prova in una casa di riposo a Senigallia. Alcuni anziani la trattano male apostrofandola con epiteti razzisti. L’azienda non la conferma al lavoro”. Da qui, l’idea di proporle personalmente un contratto: “Che un anziano possa offendere un’operatrice non mi stupisce. Capita. Che un’azienda si pieghi al razzismo sì, mi stupisce e mi indigna. Mi fa anche rabbia e schifo“.

Sul caso di Fatima Sy è intervenuto anche il Garante regionale dei diritti delle Marche Andrea Nobili, annunciando un’istruttoria. L’obiettivo è capire “cosa sia accaduto. Non possiamo che ribadire la ferma condanna di questa Autorità di garanzia contro ogni forma di razzismo, che non può essere giustificato in alcun modo e per nessuna circostanza”, ha spiegato Nobili. “Difendiamo sempre e comunque il diritto della persona ad essere rispettata e la possibilità di accedere a qualsiasi posto di lavoro, al di là del colore della sua pelle”. Soprattutto nelle Marche, che secondo il Garante è “da sempre un territorio solidale e sensibile all’integrazione per costruire le fondamenta per una tutela di tipo compiuto. Stiamo lavorando in questa direzione, non è pensabile che episodi discriminatori, seppur contenuti, intacchino la bontà dei traguardi fin qui raggiunti”.