“Io non ce l’ho con Mattarella ce l’ho con questi partiti che l’hanno messo in queste condizioni. Noi abbiamo lavorato per cinquantacinque giorni per un governo politico che rispettasse il voto degli elettori il più possibile ed invece ci ritroviamo ancora una volta a parlare di governi tecnici, di scopo: qui c’è un serio problema politico rappresentato da Renzi e Berlusconi che vogliono ancora una volta uno di quei governi che abbiamo visto in questi anni. Ora aspettiamo il presidente della Repubblica, ma se questo è l’obiettivo di Renzi e Berlusconi, allora l’ago della bilancia è Salvini e bisognerà vedere se li aiuterà a fare un governo del genere”. Luigi Di Maio, uscendo dalla Camera dei Deputati, boccia così un coinvolgimento del M5S in un governo ‘di tutti’, l’ipotesi cioè di un governo istituzionale sostenuto da tutte le forze presenti nel nuovo Parlamento.

“Salvini? Dopo sessanta giorni non so cosa aspettarmi più da lui, quello che sto vedendo è che si sta tagliando fuori dal governo la prima forza politica nazionale. Gli italiani avevano scelto una forza politica ed un candidato premier, ora ci ritroviamo ancora una volta con la storia che chi perde le elezioni si mette d’accordo contro chi le vince. Io qui ci vedo un disegno sin dall’inizio di Renzi e Berlusconi che hanno sabotato qualunque governo politico per rimettersi insieme”. Tornare al voto con l’attuale legge elettorale che senso avrebbe? “Le prossime elezioni sarebbero un ballottaggio perché gli italiani sanno bene che la partita è tra noi e Salvini e la pagheranno proprio quei partiti che oggi stanno ostacolando la formazione di un governo politico”. Più sfumata invece, la posizione sul referendum sull’Euro rilanciato da Beppe Grillo: “Grillo è il garante del Movimento e anche un battitore libero, lo conoscete”.