Un governo Pd-centrodestra? Mai “politico”, come ha rivendicato pure il segretario reggente (sconfessato da Renzi) Maurizio Martina nella sua relazione in Direzione. Ma sull’esecutivo istituzionale, già evocato dall’ex premier, c’è chi (in casa renziana) sembra pronto a trattare. “Un esecutivo con il centrodestra per fare le riforme che chiede Renzi? Se Mattarella decide di fare un governo per cambiare le regole del gioco non ci sarebbe una connotazione politica. Se si crea una convergenza, in questo senso, può essere uno sbocco“, rivendica il deputato renziano Luigi Marattin. Non è il solo a lasciare una porta aperta: “Vedremo cosa dirà Mattarella”, spiega pure Anna Ascani.

Per altri, invece, sembra una questione di sfumature: “Serve fare un appello a tutte le forze politiche per cambiare le regole. Se poi c’è chi si tira fuori, questo non è il Pd”, rivendica pure Andrea Romano. “Noi diciamo ‘sì’ alle riforme costituzionali, ma no a Salvini. Se l’incarico fosse dato a Giorgetti o Casellati? Non si commentano ipotesi che non si sono ancora verificate”, aggiunge pure l’altro renziano Dario Parrini, senza però rispondere in merito o bocciare lo scenario.

“Quando nel Pci si parlava di presidenzialismo a molti veniva l’orticaria, non a me. Ma oggi, dopo il referendum del 4 dicembre, riaprire una fase costituente mi sembra azzardato, seppur io non sia contrario”, ha tagliato corto invece Sergio Chiamparino, escludendo un via libera a un governo politico con il centrodestra. “Mai con la destra per fare qualsiasi cosa”, ha rivendicato invece Francesca Puglisi. Ma se fosse Renzi a puntare verso questo scenario, dopo le parole sul semipresidenzialismo e le riforme da fare? “Spero proprio di no, io sarei in dissenso”, ha attaccato Gianni Cuperlo.